Trapelano nuove indiscrezioni sulle trattative in corso (vedi articolo del 7 novembre) tra Conte e i leader di 4 dei 23 partiti comunisti presenti in Italia (Acerbo del PRC, Turigliatto di SA, Ferrando del PCL e Alboresi del PCI). Intanto sono state smentite le illazioni sull’interpretazione della famosa frase dedicata ai bambini abbandonati e/ o orfani. Dopo le vibrate proteste e le accuse alla stampa da parte di Turigliatto e Ferrando (“Non abbiamo MAI mangiato i bambini, visto che siamo trotskisti e quindi anti-stalinisti), anche Alboresi ha commentato “Sono almeno 63 anni (dal 1956, ndr) che abbiamo messo al bando tali pratiche”. Acerbo, per il PRC, ha preferito un laconico “no comment”. Pare che sia ormai acquisita la rinuncia dei comunisti al ministero dell’agricoltura, vista la scarsa consistenza numerica dei contadini (ormai meno numerosi dei capitalisti, che ovviamente restano la bestia nera dei futuri partner di governo). In cambio sembra sia stata avanzata la richiesta del ministero del Lavoro, da sempre ritenuto “area di caccia” delle formazioni della sinistra comunista. Il problema sembra essere a quale dei 4 partiti debba essere assegnato: anche con un vice-ministero e un sottosegretariato, resterebbe escluso uno dei 4 partiti, con conseguenze prevedibili sulla futura stabilità della compagine governativa. Il premier Conte sembra sia uscito a pezzi dalle trattative. Avrebbe dichiarato a una fonte attendibile “Sono esausto: non mi era mai successo di dover parlare per ore con gente così irascibile e incomprensibile. Inoltre parlano in modo spesso criptico, con citazioni in lingue straniere (quasi sicuramente in tedesco e in russo, ma non ci giurerei) e, quel che è peggio, non si mettono d’accordo tra di loro, insultandosi spesso con epiteti di difficile interpretazione”. Alla domanda dei giornalisti su che tipo di epiteti, il premier ha risposto che non gli risulta facile ricordare. Ha citato qualcosa come “Grundrisse”, “Che fare?”, “Rivoluzione permanente” ed altri concetti che non ricordava con chiarezza. Durante il week-end si è comunque ripromesso di informarsi, cominciando con la lettura di qualche testo di base per entrare almeno un po’ in sintonia con i suoi preziosi interlocutori. Un collega lo ha visto entrare in una libreria ed uscire con una copia del “Manifesto del Partito Comunista” di Karl Marx. Lunedì avremo notizie sul prosieguo della trattativa.

Feiknius