di Chiara Carratù

Questa estate il comune di Centola, nel quale ricadono le conosciute spiagge di Palinuro, ha riproposto il progetto “spiagge sicure”. Sulla spiaggia campeggiava un ombrellone sotto al quale un solerte vigile del comune era impegnato a scrutare la spiaggia per individuare gli ambulanti, immigrati ovviamente, che si aggiravano tra i bagnanti. Appena ne avvistava uno, correva per fermarlo e cacciarlo via dalla spiaggia proprio come si fa con gli ospiti indesiderati. Questo vigile, praticamente, è pagato per fare il buttafuori da spiaggia.
Da un quotidiano on line locale si apprende poi che l’operazione spiagge sicure mira anche a combattere l’abusivismo e che, grazie all’attività dell’amministrazione, sono stati sequestrati numerosi ombrelloni abusivi… Lascia basiti leggere che i sequestri hanno interessato le spiagge libere – e non i lidi privati – che sono state così messe in sicurezza da tutti quei bagnanti, veri e propri usurpatori della cosa pubblica, che osano lasciare l’ombrellone in spiaggia per ritrovarlo poi il giorno dopo. L’accusa è occupazione abusiva di demanio pubblico.
Che dire? Mentre il comune di Centola è impegnato a promuovere questi progetti, possibili grazie al lavoro svolto in questi anni da Minniti prima e da Salvini poi, le di Palinuro sono diventate, nel corso degli anni, preda di lidi privati che di anno in anno si mangiano sempre più pezzi di spiaggia libera, rendendo sempre più costoso e oneroso godersi una giornata al mare. Nel mese di agosto si arriva a chiedere fino a 600 per un ombrellone e due lettini. Questi sono i veri padroni delle spiagge, a cui amministrazioni sempre più compiacenti si inchinano, pur di poter dire che si stanno facendo politiche che incentivano il turismo e la promozione del territorio cilentano. A questi signori è permesso tutto: recintare i lidi proprio come si fa le proprietà private, costruire strutture sulle spiagge che di anno in anno diventano sempre più grandi, distruggere la spiaggia passando con le ruspe, mettendo seriamente a rischio l’habitat del giglio di mare, scavare e modificare il territorio per aprire parcheggi privati per turisti sempre più mordi e fuggi. Allora, spiagge sicure per chi? Sicuramente per chi fa profitti… Per tutti gli altri la sicurezza di vedersi sottrarre spazi di bene comune mentre si addita all’uomo nero.

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