Brescia Antifascista, un’associazione composta di militanti provenienti un po’ da tutta l’area della sinistra bresciana (tra i quali anche compagni di Sinistra Anticapitalista) ha deciso anche quest’anno di fare qualcosa per contrastare il “racconto” (più simile alla fantasy che alla ricostruzione storica) del cosiddetto “Giorno del ricordo”. Già l’anno scorso quasi tremila persone risposero all’appello per contrastare la mini-adunata fascista tesa a commemorare gli assassini ed i torturatori, con la scusa delle “foibe”. C’era appena stata la tentata strage di Macerata, e l’emozione portò molta più gente di quella che di solito riesce a mobilitare la sinistra “radicale” bresciana. Quest’anno c’è la grande novità del governo giallo-verde (dove il verde leghista sembra sempre più “nero”) che ha imposto un’ulteriore accelerazione al processo, iniziato già da almeno 25 anni, di “sdoganamento” prima, legittimazione poi, dell’ideologia fascista. E l’aggiornamento della vulgata fascista-razzista (ora al posto degli “slavi” ci sono africani, arabi, albanesi, pakistani, ecc.) mantiene viva quella squallida ideologia piccolo-borghese e lumpen (ma che fa così comodo al capitale!) che è il letame che fertilizza la barbarie incipiente. Oggi c’è stata una conferenza stampa di Brescia Antifascista in Piazza Vittoria, davanti all’Arengario (per chi non lo sapesse, il pulpito da cui l’istrionico dittatore arringava la folla plaudente dei servi!) per illustrare le modalità della mobilitazione di domenica prossima, a partire dalle ore 16,30 in Piazza Rovetta (Largo Formentone). Per l’occasione gli antifascisti bresciani avevano preparato una targa (che, a rigor di logica…costituzionale, avrebbe dovuto essere posta dal Comune almeno dal 1945!) che ricordava chi “arringava” e che cosa diceva da quel pulpito il principale responsabile di oltre un milione di morti (tra i quali oltre 400 mila italiani, visto che ci teneva alla “razza” italica). La targa la potete vedere nella foto in alto, e sarà riappesa domenica pomeriggio, verso le 17, durante la manifestazione antifascista. Erano presenti giornalisti di Radio Onda d’Urto, di Brescia Oggi e del Giornale di Brescia, che hanno ascoltato gli interventi di Giovanna, Flavio ed Ugo che hanno illustrato con una certa dovizia di particolari (nei limiti di una ventina di minuti) sia il perché gli antifascisti contestano quell’esecrabile “giorno” sia, soprattutto, la prevista adunata neofascista in Piazza Arnaldo prevista per le 18.