Le immagini di Parigi diffuse dai media sono certamente impressionanti, ma in realtà è in tutta la Francia che il movimento ingigantisce e si radicalizza ampliando gli obiettivi.

Concentramenti sono stati numerosissimi e spesso non preannunciati, con azioni dirette particolarmente spettacolari: a Puy-en-Velay dove la Prefettura di polizia è stata invasa e occupata, come gli aeroporti di Nantes e Nizza. Barricate sono sorte in tutte le principali città, molti incendi e saccheggi di grandi magazzini, il fenomeno è dilagante. Nonostante ciò il movimento continua ad incontrare il sostegno dell’80 % della popolazione.

A Parigi due grandi concentramenti uno il pomeriggio direttamente sugli Champs Élysées, dove un duro sbarramento impediva l’accesso a Place de l’Etoile, l’altro indetto già dalla mattinata davanti alla stazione di S. Lazare dove insieme ai collettivi sindacali dei ferrovieri i e Gilet Jaunes antirazzisti, sono arrivati anche i collettivi studenteschi con i loro striscioni da Paris 1- Tolbiac, a Paris 8 Saint-Denis, ancora da Nanterre a  l’Ecole Normale Supérieure pour les centres d’études parisiens, collettivi antirazzisti della grande Banlieu.

 

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Obiettivo di questo corteo Le Toulerie e da li gli Champs Elysées. Corteo partito nel pomeriggio è andato ingrossandosi con vari gruppi di lavoratori e militanti della sinistra radicale e qualche collettivo LGBT, che si univano al corteo dai molti concentramenti verso il centro. Questo corteo con diverse migliaia di partecipanti a ridosso delle Tuleries è stato selvaggiamente caricato dalla polizia che ha inondato di gas il quartiere. Molti manifestanti si sono rifugiati nel parco, altri hanno eretto barricate nelle strade adiacenti. Nel frattempo scontri e barricate si sviluppavano ancora sui grandi Bulevards del centro intorno Agli Champs Elisées.

Molte decine di feriti e quasi duecento arresti. Alcuni dei feriti, tra cui il giornalista fotografo Adele Loffer, da granata GLI-F4 che contiene 25 grammi di TNT, che la gendarmeria francese dichiara stordente, ma che in passato ha causato gravi mutilazioni, per cui nessun altro paese europeo le usa contro manifestanti.

A Marsiglia tre cortei convergono verso il municipio. Alle 14 parte dalla prefettura un corteo indetto per l’aumento generale dei salari dalla CGT da FSU da Solidaires insieme a PCF, NPA, LO, FI e alcuni Gilet gialli. Presente anche JL Melanchon deputato della circoscrizione. Un altro corteo alla stessa ora indetto dal movimento per “l’abitare degno”, sorto dopo il crollo di due palazzi a Marsiglia, il terzo quello del quadro nazionale delle manifestazioni.

Sulla Canebière i tre cortei si fondono con gli slogan « Tous ensemble ! » e scendono verso il porto vecchio, sono molte migliaia di persone, qui vengono attaccati dalla polizia che non vuole che si avvicinino al municipio. La Canebière e le vie laterali si coprono di barricate, il grido di battaglia è: « On oublie pas, on pardonne pas ». Diversi grandi magazzini sono saccheggiati.

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