Sinistra Anticapitalista
Succede nella Locride, terra di ‘ndrangheta, traffici d’armi, droga, rapimenti ed estorsioni, che nel mirino della procura entri un sindaco conosciuto in tutto il mondo per il modello di accoglienza e integrazione virtuoso. Succede in Italia, paese di condoni tombali a evasori e palazzinari, e comode rate per 80 anni a un partito di governo che usa illecitamente soldi pubblici, che la guardia di finanza ponga ai domiciliari Mimmo Lucano, sindaco di Riace, affibbiando alla sua compagna il divieto di dimora, con l’incredibile accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina più quella di illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti dopo quattro ispezioni e il blocco dei finanziamenti dovuti per il sistema di accoglienza. Così com’è accaduto a Trapani, terra di Cosa Nostra, che un giudice, con la stessa accusa, sequestrasse le navi delle Ong. Nessuno come i giudici sembra sensibile allo Zeitgeist, allo spirito del tempo, all’aria che tira. E l’indipendenza della magistratura resta una chimera in un paese in cui si moltiplicano le aggressioni razziste, le spedizioni squadristiche e un decreto sicurezza punta a mettere fuorilegge le pratiche sindacali e dei movimenti sociali che si battono per il diritto all’abitare, per la riappropriazione dei territori contro grandi opere inutili e dannose e per condizioni di vita dignitose.
Sinistra Anticapitalista esprime sgomento ed indignazione per l’arresto del Sindaco di Riace Mimmo Lucano. Noi stiamo con chi è in fuga dalla miseria, dalla guerra, dalla catastrofe umanitaria e ambientale. Stiamo con chi lotta contro le disuguaglianze e per l’universalità dei diritti sociali e civili. Stiamo con Mimmo Lucano, contro tutte le articolazioni di questo governo dell’odio e intolleranza verso poveri e immigrati, della pace fiscale e della redistribuzione verso l’alto.
A meno che il procuratore d’assalto non abbia intenzione di centellinare nuove rivelazioni per tenere accesi i riflettori su questa sua impresa, non sembrano esserci clamorose prove e non c’è altra parola se non “accanimento” per descrivere l’operazione contro Mimmo Lucano. In questa vicenda è sotto attacco solo ciò che rappresenta una visione alternativa al razzismo e alla paura del diverso che ormai è senso comune. La puzza di marcio, però, cominciava già a sentirsi anche prima di questo governo, con i fogli di via, i daspo ai sindacalisti e altre limitazioni dell’agibilità democratica disposti dalla coppia liberticida Minniti/Orlando per conto del Pd. La deriva sta diventando incontrollabile e non c’è più tempo per gli indugi. I compagni e le compagne si stanno stringendo adesso attorno a Mimmo e alla sua compagna, garantendo loro la piena solidarietà e pronti a manifestare per la loro libertà. E quella di tutte e tutti, nativi o migranti.
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