L’assassinio di Soumayla Sacko, lavoratore maliano delle campagne calabresi e attivista sindacale Usb, è una tragedia intollerabile ed inaccettabile. Soumayala è l’ennesima vittima di questa marcia società. E di una diffusione del razzismo, sostenuta da forze politiche e sociali oggi anche al governo.
Soumayala si batteva contro le condizioni da schiavi in cui versano migliaia di lavoratori immigrati, costretti a lavorare per due euro all’ora spesso oltre 12 ore al giorno vivendo in baracche in condizioni igienico sanitarie inaccettabili.
L’ipocrisia del governo giallo-verde poi non conosce vergogna, pochi giorni prima dell’omicidio il neo ministro dell’Interno prometteva nuove misure per peggiorare le condizioni dei lavoratori migranti, al Senato dedicava un commosso pensiero alla vittima e il giorno dopo iniziava ad impedire l’approdo nei porti italiani delle navi cariche di uomini, donne e bambini migranti che fuggono dalla disperazione, dimostrando il più vergognoso disprezzo per la vita umana.
Facciamo nostre le parole dei compagni e delle compagne migranti che hanno scioperato dopo l’assassinio di Soumayala, gridando al governo: “Salvini è la tua di pacchia ad essere finita”.
Per questo motivo come Il sindacato è un’altra cosa-OpposizioneCgil solidarizziamo coi lavoratori e le lavoratrici migranti, con la famiglia di Soumayala e sosteniamo la manifestazione convocata da Usb il 16 giugno. Augurandoci che sia una prima partecipata dimostrazione contro il razzismo e contro le politiche di questo governo, che soffia sulla guerra tra poveri per dividere lavoratori e lavoratrici.
Perché la morte di Soumayla non sia stata inutile lottiamo uniti contro lo sfruttamento!

Sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil

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