PLJEVLJA2La maggioranza dei cittadini di Brescia e provincia ha come fornitore dell’acqua potabile la società A2A, una società per azioni il cui azionista principale è il Comune di Brescia, quotata in borsa, privatizzata di fatto, ecc. Ma in molti casi chi si occupa di fare da “esattore” ad A2A è una società TOTALMENTE privata, ISUPE, con sede in via Bredina 6 (vicino al Liceo Scientifico Calini), il cui amministratore delegato è il signor Mauro Marchesi. Questi privati inviano “bollette”, costruite su letture dei loro operatori, ai singoli utenti, che poi dovrebbero girare (dopo aver trattenuto per sé una parte del denaro) ad A2A, la fornitrice del servizio. Insomma, una classica situazione di subappalto di una funzione che dovrebbe essere svolta direttamente da A2A, a nostro modesto avviso. Il problema si complica ulteriormente quando, come nel caso accaduto recentemente ad un nostro compagno, ISUPE manda delle “bollette” incredibilmente alte (un totale di oltre MILLE euro, tra l’altro per un appartamento vuoto e con l’acqua chiusa!), riferentisi a periodi di 3, 4 o addirittura 5 anni prima. E col ricatto (la cui responsabilità ISUPE scarica su A2A) di una sospensione del servizio idrico all’intero condominio in questione se non si accetta di pagare quanto pretende ISUPE. Il nostro compagno, allarmato non solo dall’abnormità della presunta bolletta, ma anche da alcune incongruenze (tra le quali, dopo le proteste del compagno in questione, un ricalcolo delle bollette che diminuisce di oltre 200 euro il presunto debito, il che testimonia indirettamente dell’affidabilità delle pregresse letture!) decide di recarsi presso A2A, sia per trovare il bandolo della matassa, sia per diffidare A2A, in base all’art. 392 del Codice Penale, dal sospendere il servizio idrico. E qui scopre che ISUPE, pur raccogliendo puntualmente il denaro degli utenti, non versa questo denaro da oltre DUE ANNI! Dando un’occhiata alla rete e ai siti dei giornali locali, scopriamo che la suddetta ISUPE è piuttosto chiacchierata. Lettere ai giornali, articoli (come quello del 2010 sul GdB sulla sospensione dell’acqua a 14 condomini in pieno centro storico) permettono di intravedere un quadro poco rassicurante. Si tratta solo di errori da pasticcioni o è qualcosa di peggio? In ogni caso, si riconferma la nostra opinione: le privatizzazioni (con l’aggravante dei subappalti) sono un disastro. La ricerca del profitto va quasi sempre a scapito degli utenti e del servizio che una volta era pubblico!

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