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E così ce l’abbiamo fatta. Dopo varie assemblee (alcune un po’ turbolente, altre – le ultime – molto più “rilassate”) e la fatica per cercare di dare continuità a quel famoso “accetto la sfida” lanciato poco più di sei mesi fa, il percorso di Potere al Popolo di Brescia si cimenterà con un nuovo appuntamento elettorale. Il 10 giugno la nostra città dovrà eleggere il nuovo sindaco (o riconfermare l’attuale) e il nuovo consiglio comunale. E la lista di Potere al Popolo, composta da 32 candidate/i (18 maschi e 14 femmine) ci sarà. Le circa 600 firme raccolte tra il 25 aprile e il 1º maggio sono più che sufficienti per garantire la nostra presenza. In un certo senso questa lista è, almeno in parte, l’erede delle due liste di sinistra presentatesi (ahimè divise) nel 2013: Rifondazione Comunista e Brescia Solidale e Libertaria, che ottennero allora in totale l’1,1% dei voti. Alle elezioni legislative di due mesi fa la lista di Palp in città ha ottenuto l’1,34% dei voti. La novità (negativa) rispetto a due mesi fa, è la decisione dei compagni del PCI di correre da soli, presentando un loro candidato sindaco. Il nostro candidato, Alberto Marino, ex presidente di Medicina Democratica, dovrà vedersela innanzitutto con gli esponenti delle due principali coalizioni, quella di centrosinistra (che ripresenta Del Bono), che gode anche dell’appoggio di LeU e di altre aree della sinistra riformista, e quella di destra. Il M5S a Brescia pare non abbia molte chance di poter fare concorrenza ai due “poli” principali. La nostra lista è composta in gran parte da lavoratori dipendenti (sia operai che dipendenti pubblici, in particolare scuola e sanità), come c’è da aspettarsi da una lista della sinistra “radicale”, che esiste per difendere gli interessi del lavoro salariato (e non quelli generici e indistinti di una “cittadinanza” astratta e priva di connotati di classe). Presenti anche alcuni “immigrati” (ovviamente con cittadinanza italiana, vista la legge restrittiva che impedisce a chi vive e lavora in Italia di poter votare ed essere votato se privo della cittadinanza) che in un certo senso dovrebbero “rappresentare” quel 15% della popolazione bresciana privata del diritto di voto. Tra le nuove candidature spicca quella dell’ex segretario della CGIL bresciana (ed ex direttore del quotidiano Liberazione), Dino Greco (che non era candidato nel 2013), conosciutissimo non solo negli ambienti sindacali e della sinistra bresciana. Ma sulla composizione della lista torneremo in un prossimo articolo, dopo la conferenza stampa di presentazione prevista per sabato 12, alle ore 14,30, in Piazza Loggia, alla quale dovrebbe seguire una biciclettata “rossa” per le vie della città.

Vittorio Sergi

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