di Oscar René Vargas

[Per comprendere le radici e le motivazioni della mobilitazione sociale contro il governo Ortega-Murillo in Nicaragua, pubblichiamo delle note aggiuntive.]

Potremmo dire che vi sono diversi fattori. Ne enumero i più significativi, non in ordine di importanza.

1) Le illusorie e ripetute promesse fatte alla popolazione, mai realizzate. Alla fine, i cittadini e le cittadine hanno smesso di credere a ciò che il governo diceva: che si trattasse del Canale transoceanico, dell’incendio della raffineria nella costa pacifica, della promessa del 2012 della messa in orbita di un satellite, delle peripezie relative alla costruzione di una fabbrica d’alluminio, eccetera. Tutte queste ingannevoli promesse sono diventate un problema per il governo.

2) Le questioni ambientali e dell’acqua potabile: distruzione di foreste (Bosawás, Dipilto, Chinandega, Indio Maíz); contaminazione dell’acqua potabile nelle regioni di Chinandega e di León e nel lago Cocibolca, così come in quelli di Masaya, Tiscapa, Xiolá eccetera. Tutti problemi ripetutamente denunciati nel corso degli anni. Lo svilupparsi di un grande incendio che ha investito la riserva biologica di Indio Maíz (Nicaragua sud-orientale, lungo il fiume San Juan, con una superficie di 2700 chilometri quadrati) e l’imperizia del governo nel domarlo hanno reso evidente come il degrado ambientale sia un problema di portata nazionale, e non solo locale.

3) Le reiterate frodi elettorali nel 2016 e nel 2017. L’astensionismo ha rappresentato una forma d’espressione del malcontento dei cittadini. Ma il governo ha interpretato male il messaggio: riteneva si trattasse di una forma d’apatia, e non il rigetto silenzioso della frode elettorale.

4) L’elezione alla vicepresidenza di Rosario Murillo [moglie di Daniel Ortega] è stata interpretata come una mossa in direzione della formazione di una nuova dinastia. Inserito nella dimensione storica, questo fatto ha fatto ricordare l’esistenza della dinastia Somoza. E il peggio è che Rosario Murillo ha fatto costruire dei chayapalos [pseudo “alberi” decorativi, detti «alberi della vita, la foto è nel testo originale, link in fondo], interpretati come manifestazioni sia d’arroganza sia di spreco di denaro. [Non a caso sono stati tagliati e abbattuti durante le recenti manifestazioni.]

5) La corruzione, il denaro elargito e sprecato dal potere venezuelano, l’inesplicabile arricchimento di numerosi funzionari, l’impunità garantita in tutti i casi riferiti e denunciati dai media. Per quanto riguarda il denaro venezuelano, il Nicaragua ha perduto un’occasione storica di realizzare un effettivo progresso nel suo sviluppo, rinunciando a investirlo in modo razionale.

6) Gli effetti delle misure economiche governative nel periodo 2007-2018, con conseguenze evidenti: disoccupazione, lavoro informale, povertà, diseguaglianza sociale, concentrazione delle ricchezze, eccetera.

7) Una strategia erronea, fondata sulla convinzione che fosse stato sufficiente allearsi con il grande capitale, riducendo i partiti a una condizione subordinata e i loro dirigenti al ruolo di comparse e di parassiti.

8) La goccia che ha fatto traboccare il vaso: la controriforma dell’Istituto nazionale di sicurezza sociale (INSS), che comportava la riduzione delle pensioni e un aumento dei contributi per i salariati e gli imprenditori

Managua, 25 aprile 2018

Traduzione francese di Cristiano Dan dal testo originale: http://alencontre.org/ameriques/amelat/nicaragua/nicaragua-comment-en-sommes-nous-arrives-la.html

 

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