NO AL FASCISMO

Sono passati 73 anni dalla Liberazione. Il popolo italiano così come le popolazioni europee si liberarono dal nazismo e dal fascismo, da quelle forme di dominio totale che sgretolarono ogni forma di appartenenza sociale e collettiva, negando diritti politici e democratici e distruggendo le organizzazioni del movimento operaio.

Fu la Liberazione da quelle ideologie nazionaliste e razziste che approdarono alla guerra, al campo di concentramento e allo sterminio, i partigiani puntavano a costruire un paese ed un mondo senza guerre con diritti politici e democratici, all’eguaglianza sociale, alla solidarietà tra i popoli.

Oggi, l’ Europa, è attraversata da una nuova ondata reazionaria e nazionalista che contagia anche la sinistra. Le classi dominanti conducono una vera e propria guerra sociale contro le classi lavoratrici. Al loro servizio, i governi di centro destra e di centro sinistra hanno imposto politiche di austerità cancellando molti di quei diritti sociali e democratici.

Il fascismo e il nazismo sono da sempre organizzazioni criminali che sulla paura e l’insicurezza sociale hanno costruito regimi autoritari, violenti, razzisti e guerrafondai. E’ molto grave che negli ultimi anni queste forze siano state banalizzate e sdoganate da molti partiti, dai giornali e dai media televisivi. Hanno rialzato la testa, moltiplicato le azioni squadristiche violente.

 Le politiche dell’austerità hanno creato disoccupazione e miseria creando nuove condizioni per lo sviluppo delle forze fasciste; esse cercano di sfruttare la paura per costruire le loro fortune dividendo gli sfruttati e indicando nei migranti la causa dell’ingiustizia sociale. Coprono così le vere cause dell’ingiustizia e della sofferenza dei proletari: la ricerca del profitto e dell’aumento senza scrupoli delle ricchezze dei capitalisti.

Tutte le principali forze politiche dell’estrema destra, Casapound, Forza Nuova e Fiamma Tricolore, per la complicità o passività dei governi, sono state presenti alle elezioni politiche, nonostante siano in palese contradizione con la norma costituzionale che vieta la riorganizzazione del partito fascista e trovano addirittura ospitalità dalle istituzioni nate dalla resistenza, come ci insegnano i fatti  di Cologno, Monzese di questi giorni. La Lega (ex Nord) di Salvini, costituisce oggi il pericolo politico immediato più grande, avvelenando grazie alla sua forza significativi settori popolari con una campagna razzista e xenofoba permanente. E’ gravissimo che il Movimento 5 Stelle consideri Salvini un “valido interlocutore” per un possibile governo. La logica “né di destra né di sinistra” porta inevitabilmente a destra.

NO AL RAZZISMO

I governi di centrodestra e centrosinistra non solo hanno generalizzato l’austerità, ma hanno praticato politiche di destra e razziste su immigrazione e sicurezza. Costruendo un’Europa fortezza fatta di nuove barriere e nuovi centri di detenzione contro coloro che fuggono da quelle guerre che in molti casi l’Europa stessa ha contribuito ad alimentare.

Proprio queste politiche sono alla base della fortuna di quei vecchi e nuovi fascismi che stanno costruendo la loro fortuna sull’odio nei confronti degli immigrati e dei profughi.

Il ministro dell’Interno PD Minniti, ha inventato il Daspo urbano e i fogli di via preventivi per gli oppositori politici e progettato il riempimento dei campi di concentramento in Libia per i migranti: chi fugge da fame e guerra non lo si deve vedere morire nel Mediterraneo, può morire nel deserto lontano dai nostri occhi.

Così la Destra, il PD, il M5S, alimentano tra le masse un senso comune xenofobo, concimando il terreno su cui l’estrema destra prospera.

Per combattere i fascisti e i razzisti non si può quindi contare sullo Stato dei padroni, sui loro governi e partiti. Infatti il governo e gli apparati statali garantiscono l’agibilità politica dell’estrema destra e reprimono con mano dura le mobilitazioni antifasciste così come quelle sociali.

Oggi l’antifascismo e l’antirazzismo coerente sono l’unica possibilità per non cedere alla barbarie. Per battere le organizzazioni fasciste e razziste serve un’attività politica permanente di contrasto e la ricostruzione di un movimento delle classi lavoratrici sui propri obiettivi di lavoro, salari, servizi sociali, scuola e sanità per tutte e tutti.

La solidarietà e l’unità fra gli sfruttati e la lotta per eguali diritti per tutti e per una ridistribuzione del lavoro e della ricchezza, sono gli strumenti indispensabili per costruire una società giusta e sicura.

 L’antifascismo deve ripartire dalla solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori contro ogni forma di razzismo per un ‘Europa sociale, aperta e solidale. E’ questo l’unico modo perché il 25 aprile non diventi una semplice ricorrenza

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