salvador44 anni fa veniva assassinato dai boia franchisti il compagno Salvador Puig Antich. Poco più di un mese fa, a Barcellona, nell’ex Carcere Modello si teneva un incontro tra le città dello Stato Spagnolo “contro i crimini del franchismo”, alla presenza della sindaca, la compagna Ada Colau. Chiudeva il meeting, in serata, proprio una delle sorelle di Salvador. Lo ricordiamo con due articoli pubblicati nel 2017 e nel 2016. Hasta siempre, Salvador!

L’ultima notte è, ormai, passata fra le quattro mura della cella numero 443 del Carcel Modelo di Barcellona.

E’ il 2 marzo del 1974 e il boia franchista Antonio Lopez Sierra, nella Sala Spedizioni della prigione, sta aspettando Salvador per garrotarlo.

Salvador Puig Antich è un militante rivoluzionario anarchico. Ha venticinque anni e odia i fascisti.

In tutta Europa ci sono state manifestazioni di massa per chiedere la sua liberazione o, almeno, la sospensione della pena di morte.

Il fascismo spagnolo sta morendo col suo dittatore, ma si nutre, ancora, di sangue, di paure e di terrore.

Il boia della dittatura fascista, lega Salvador alla sedia cui è applicata la “garrota”: un cerchio di ferro fissato a un palo incastrato nella sedia. Il cerchio viene stretto, mediante una vite, introno al collo fino a provocare la morte per strangolamento.

Quella mattina verrà garrotato, anche, un detenuto “comune”: Georg Michael Welzel.

Saranno gli ultimi due condannati a essere assassinati con questo metodo.

Il clerico-fascista Francisco Franco morirà l’anno dopo (20 novembre 1975). Il suo erede designato, Luis Carrero Blanco, chiamato “l’Orco” per la sua ferocia, è stato giustiziato, il 20 dicembre 1973 a Madrid, da militanti dell’ETA e da anarchici internazionalisti (Operazione OGRO).

Il fascismo spagnolo muore con i suoi ultimi mostri sanguinari.

Contro di loro, anarchici e comunisti, si sono battuti, senza tregua, dal 1936.

Salvador, c’ero anch’io a chiedere la tua libertà e la morte del fascismo!

Claudio Taccioli

 

Quelli, come me, che sono calvi o hanno i capelli grigi, e che militavano già 42 anni fa, ricorderanno con commozione e rabbia quel 2 marzo 1974, quando l’ignobile dittatura franchista assassinava, con la tortura del medievale “garrote vil” (il condannato veniva strangolato, mentre gli si spezzava la spina dorsale, tipico esempio di “civiltà cristiana occidentale”), il compagno anarchico Salvador Puig Antich. E ricorderanno le manifestazioni che, durante il mese di febbraio di quell’anno, percorrevano le strade d’Italia e d’Europa per impedire quell’ennesimo crimine franchista. Io c’ero (e con me molti dei compagni che militano oggi, con testarda determinazione, in Sinistra Anticapitalista, in Anticapitalistas, nel NPA o nelle altre organizzazioni legate alla Quarta Internazionale) e, anche se il ricordo è un po’ appannato dal tempo trascorso, Salvador è rimasto dentro di me da allora. Quando ho visto il film a lui dedicato, una dozzina d’anni fa a Barcellona, avevo sperato che si riaprisse la battaglia politica per la sua memoria. L’altro ieri il comune di Barcellona, oggi guidato dalla sinistra “radicale” di Barcelona en Comù, ha dedicato una piazza ed un monumento, nel quartiere proletario Nou Barris, a Salvador. Per me già solo questo omaggio giustifica la mia scelta, nel maggio dell’anno scorso, di votare per Ada Colau e BCN en Comù. Sarà poco, sarà solo simbolico, ma in questi tempi oscuri da lupi, è già un piccolo raggio di luce, per vecchi rivoluzionari “romantici”.

Flavio Guidi

 

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