Due persone sono state uccise in Iran nella notte tra sabato e domenica durante le proteste a Doroud, nel Lorestan: lo ha reso noto all’agenzia stampa semiufficiale Mehr il vice capo della sicurezza del governatore della provincia Habibollah Khojastepour.
Khojastepour non ha spiegato le cause della morte dei due dimostranti, ma ha sottolineato che “nessun proiettile è stato sparato dalla polizia e dalle forze di sicurezza sulla folla”. L’agenzia Mehr scrive che la protesta di Doroud – una città circa 325 chilometri a sudovest di Teheran – non era stata autorizzata. “Il raduno doveva finire in modo pacifico – ha commentato Khojastepour – ma sfortunatamente questo e’ successo a causa della presenza di agitatori”. In alcuni video pubblicati ieri notte sui social media si vede un dimostrante con una ferita da arma da fuoco e manifestanti a terra mentre in sottofondo si sente il rumore di spari. Questa mattina l’agenzia stampa semiufficiale Ilna scrive che le autorità hanno arrestato una ottantina di dimostranti ad Arak, circa 280 chilometri a sud di Teheran.

Instagram e Telegram sono stati bloccati in Iran ‘per mantenere la pace’ durante le proteste: lo annuncia la tv di stato iraniana, dopo che amministratore delegato di Telegram, Pavel Durov aveva denunciato via twitter il blocco dell’app.

A Doraud, nella provincia di Loerstan, nell’Iran centrale. Lo al Arabiya online parla invece di 3 morti, mentre altre fonti locali parlano di sei morti.

Chi comanda e si arricchisce in nome di dio non ha mai avuto problemi ad ammazzare chi si oppone.

Siti web dell’opposizione, scrive ancora al Arabiya, stanno pubblicando online filmati in cui si vedono migliaia di persone che partecipano a manifestazioni di protesta notturne.

Governo avverte, evitate raduni illegali  – Il governo iraniano ha avvertito la popolazione di evitare “raduni illegali” mentre crescono nel Paese le proteste contro il carovita e il regime. Lo riferisce la Bbc online.

Sabato circa 50 manifestanti sono stati arrestati, mentre oggi sui social media si moltiplicano gli appelli a dare vita a nuove proteste in tutto l’Iran.

Sabato circa 4000 persone hanno preso parte alla manifestazione filo-governativa a Teheran, mentre crescono nel Paese le proteste non autorizzate contro il carovita.

Dopo giorni di decise proteste contro il carovita in diverse città iraniane sabato a Teheran alcune centinaia di studenti sono scesi nelle vie intorno all’università unendosi alle contestazioni e nelle strade del Paese sono state attaccate banche e bruciati ritratti della guida suprema Ali Khamenei.

I manifestanti antigovernativi hanno occupato a Teheran un edificio pubblico mentre il governo blocca Internet probabilmente in seguito alla notizia delle 6 vittime. In molti adesso paventano la chiusura di Telegram, il piu’ potente social media nazionale, e la stessa sorte potrebbe toccare ad Amadnews, altro social molto seguito e accusato dallo stesso ministro per le comunicazioni Mohammad-Javad Azari Jahromi di incoraggiare la “rivolta armata”. Nella guerra dei social, il regime risponde postando video di gruppi di contestatori che attaccano un edificio pubblico a Teheran, rovesciando un’auto della polizia e bruciando la bandiera iraniana. Si tratterebbe degli sviluppi della protesta partita questa mattina dall’università della capitale, il cui ingresso principale è stato successivamente occupato da numerosi giovani vicini al governo.

Annunci