Per una volta, ricordiamo due avvenimenti. Due biografie: una, da rivendicare pienamente, quella di un grande combattente per la liberazione dell’umanità, la nascita di Luigi Fabbri. L’altra, quella di uno dei più spregevoli traditori controrivoluzionari, artefice delle pagine più buie della dittatura staliniana, la morte di Lavrentij Berija. Entrambe date fauste per chi ha a cuore un mondo di liberi ed uguali.

luigi fabbriIl 23 dicembre 1877 nasce a Fabriano Luigi Fabbri, uno dei più autorevoli esponenti, accanto ad Errico Malatesta, dell’anarchismo italiano ed internazionale. Condivise con Malatesta l’esperienza dell’anarchismo “organizzatore”, dalla fine del XIX secolo fino agli anni ’30 del XX, passando per la collaborazione a numerosi giornali (come Il Pensiero, La Protesta Umana, l’Avvenire Sociale, Volontà e soprattutto Umanità Nova), la partecipazione alle lotte sindacali (della CGdL e poi dell’USI) e politiche (in particolare la famosa Settimana Rossa di Ancona, nel 1914). Coerentemente antimilitarista e anti-interventista, polemizzò con quegli anarchici (come Kropotkin) che avevano appoggiato la Prima Guerra mondiale. Grande sostenitore della Rivoluzione di Ottobre, fondò nel 1919 l’Unione Comunista Anarchica Italiana, trasformatasi nel luglio del ’20 in Unione Anarchica Italiana. A partire dal ’21 le sue critiche all’involuzione della Russia sovietica si fanno sempre più dure. Fuggito a Parigi nel 1926, vi fondò la rivista Lotta Umana. Espulso dalla Francia, poi dal Belgio ed infine dall’Argentina, si rifugerà in Uruguay, a Montevideo, dove morirà, esule, nel 1935.

 

Stalin-Beria-1936Il 23 dicembre 1953, durante una seduta del CC del PCUS, il boia stalinista Lavrentij Berija viene ucciso in circostanze oscure. Una morte tipica, in puro stile staliniano (senza processo pubblico e senza nessuna trasparenza) per chi era stato l’artefice delle peggiori nefandezze controrivoluzionarie del “piccolo padre” georgiano. Anche Berija era georgiano, come Stalin. Nato nel 1899 in Abkhasia, appare membro della Ceka nel 1920 (o 21, a seconda delle fonti). Altre fonti, non verificate, parlano di una sua diserzione dall’Armata Rossa nel 1919. Durante gli anni venti fa rapidamente carriera, come uomo di fiducia del futuro dittatore. Già nel 1922 diventa vice capo della GPU (ex CEKA) in Georgia. In questa veste dirige la repressione del movimento nazionalista georgiano nel 1924, a Tbilisi. E due anni dopo diventa il capo indiscusso della GPU georgiana. Nel 1934 entra nel CC del PCUS, e dirige le grandi purghe in Transcaucasia seguite all’assassinio di Kirov. Nel ’38 viene chiamato a Mosca da Stalin, e si mette al lavoro. Diventato capo del NKVD (ex GPU) nel novembre, dopo aver eliminato Ezhov (che sarà fucilato due anni dopo) si dedica alla prosecuzione del massacro di tutta la vecchia guardia bolscevica iniziato già da alcuni anni sotto la guida di Jagoda prima, di Ezhov poi. Durante gli anni ’40 e i primi ’50 Berija appare come l’eminenza grigia di Stalin, ordinando tra l’altro la deportazione dei popoli “sospettati” di collaborazionismo con gli invasori nazifascisti, “epurando” i partiti comunisti al potere nell’Europa dell’Est (processi di Praga), ecc. Particolarmente importante il suo ruolo nell’organizzare gli aiuti militari ad Israele da parte del “blocco sovietico” (in particolare la Cecoslovacchia) durante la guerra arabo-israeliana del 1948. Subito dopo la morte di Stalin, nel marzo del ’53 (alla cui morte, secondo alcune voci non confermate, avrebbe contribuito), Berija emerge come uno dei leader più importanti, insieme al suo alleato Malenkov e inizia, paradossalmente, una politica di relativa liberalizzazione (rilascio di circa un milione di prigionieri politici dai Gulag). La rivolta operaia di Berlino Est del giugno 1953 mette però in difficoltà l’asse Berija-Malenkov, la cui politica pragmatica e relativamente aperturista sembra pericolosa al nuovo establishment del Cremlino (Khrushov in testa). Il nuovo gruppo dirigente accusò Berija di essere un agente dei servizi segreti britannici (ancora una volta la nemesi storica: i suoi metodi si ritorsero contro di lui) e lo fece arrestare nel giugno 1953. Secundo alcune fonti, venne ucciso immediatamente. Secondo altre fonti, venne processato a porte chiuse in una sessione del CC del PCUS, il 23 dicembre 1953 appunto, e fucilato immediatamente dopo.

 

 

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