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“….e gli operai polacchi che hanno scioperato, gridavano in corteo Polizia Gestapo! Gridavano “Gomulka, per te finisce male!” Marciavano cantando L’Internazionale“. Con queste parole della canzone “L’ora del fucile”, il cantautore Pino Masi, compagno di Lotta Continua di Pisa, ricordava l’eroica lotta del proletariato polacco contro la repressione del regime post-stalinista del dicembre 1970. Gli scioperi e le occupazioni, nati il 13 dicembre per protestare contro l’aumento del pane e di altri generi alimentari (oltre il 20% in più) a Danzica e Gdynia, si estesero rapidamente in tutto il litorale baltico (“da Danzica a Stettino”), prendendo rapidamente un carattere politico, con assalti alle sedi del potere (soprattutto i locali del POUP, il partito stalinista al potere, furono prese d’assalto). Il 17 dicembre il governo Gomulka autorizzò le “forze dell’ordine” a fare uso delle armi da fuoco contro gli scioperanti. Il bilancio fu di una ventina di morti e di centinaia di feriti tra gli operai. E la “rivolta del pane” fu soffocata nel sangue. Gomulka fu comunque costretto a dare le dimissioni, e il nuovo leader, Gierek, abrogò gli aumenti e introdusse alcuni miglioramenti per i lavoratori polacchi, sul modello di quelli introdotti da Kadar in Ungheria dopo il 1956. Fu l’ultima volta che gli operai polacchi marciarono “cantando l’Internazionale”. La rivolta successiva, dieci anni dopo, sarà guidata, purtroppo, da ben altri simboli. Probabilmente il fatto di essere presi a fucilate, mentre si canta l’Internazionale, da sbirri che portano immeritatamente sul berretto una stella rossa, ha a che fare con questo cambiamento di simbologia. O no?

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