Care tutte,
vi scrivo a nome dell’Assemblea delle donne perlarestituzione della Casa delle Donne di Napoli per informarvi che domani mattina saremo a Salerno ai funerali delle 26 donne migranti che hanno trovato la morte nel Mediterraneo, per portare la nostra solidarietà e la nostra rabbia per questo ennesimo atto di violenza sui corpi delle donne.
Come alcune di voi già sapranno, domani ai funerali (che saranno blindati a quanto sembra) sarà presente anche il ministro Minniti. Inutile dire che la presenza del ministro è la beffa e l’oltraggio che si sommano alla gravità del lutto che tutte noi sentiamo di condividere con le nostre sorelle che attraversano i confini.
Vi chiediamo di  pubblicare sul sito NUDM Nazionale l’appello che abbiamo scritto e che vi allego. Come potete vedere anche dal titolo, ci è sembrato importante in vista della manifestazione del 25 partire (simbolicamente e anche praticamente con il presidio) da Salerno, poichè quanto è accaduto alle 26 donne annegate (gettate dall’imbarcazione), 24 delle quali sono ancora senza nemmeno un nome, non può non coinvolgerci tutte e tutto il movimento NUDM.
Vorremmo inoltre sapere se pensate/iamo sia possibile il giorno della manifestazione a Roma fare uno striscione alla testa del corteo che ricordi questa terribile strage di donne, e/o indossare tutte un simbolo (una rosa bianca o una fascia di lutto, ecc.) che possa richiamare l’accaduto.
Un saluto a tutte e a presto.
Eleonora M.(Collettivo 105 – Casa delle Donne Napoli)
25 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA:
PARTIAMO DA SALERNO!

Il prossimo 25 novembre sarà la giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, anche quest’anno manifesteremo a Roma per dire no alla violenza sui nostri corpi e sui nostri desideri. Quest’anno abbiamo deciso di partire da Salerno, dove 26 donne non sono riuscite ad arrivare vive.
A volte le ragioni per cui le donne fuggono dai loro paesi d’origine non sono le stesse che spingono gli uomini a partire, così come le condizioni del viaggio non sono le stesse. Ciechi di fronte a questo, l’Europa, l’Italia e la Libia continuano a pensare e ad applicare “logiche di accoglienza”, se così si vogliono chiamare, uguali per tutti e tutte, praticate in luoghi indescrivibili dove le donne non sono tutelate né ascoltate. Anzi, il più delle volte sono doppiamente umiliate e sfruttate.
Si continua a definire le donne deboli! Così si è detto di donne giovani rese inermi da torture e percosse. Noi sappiamo che deboli non lo erano, sono state indebolite alfine di poterle sopprimere con cinica facilità. Noi ormai sappiamo come “funziona”. La storia si ripete. Il diritto internazionale si ferma sulla soglia dell’emergenza e rende possibile la negazione dell’identità anche nella morte.
Noi chiediamo giustizia per queste donne!
Quelle ragazze erano insieme. Ed insieme sono state uccise. Vogliamo narrare e testimoniare di questo orrore partendo da Salerno. Perché siamo convinte che la marcia che faremo il 25 novembre a Roma non può che iniziare dove il loro cammino è stato brutalmente interrotto. Vogliamo partire dall’interruzione del loro viaggio e far sentire con tutta la nostra voce che qui si tratta di un crimine contro l’umanità. La Libia, l’Italia e l’Europa dovranno rispondere della morte di queste 26 ragazze perché ciò che hanno subito non rientra in nessuna fatalità ma pienamente nelle logiche dei trattati (e delle annesse “trattative segrete”) che il governo italiano, tramite il Ministro degli Interni Marco Minniti ha stipulato.
Per secoli ci hanno detto che avevamo dei protettori, che non eravamo in grado di badare da sole alle nostre esistenze, fino a quando abbiamo svelato che erano proprio i tutori a ucciderci e silenziarci, a ridurre le nostre vite a un orribile incubo. L’uguaglianza tra noi donne ci rende consapevoli che dovunque i meccanismi della violenza percorrono le stesse strade. Per le donne che fuggono si ripropone l’ingannevole offerta della protezione alle deboli. Per immobilizzarle s’impone loro un nuovo carceriere-protettore.
Non crediamo esista una categoria “migranti”, per noi ci sono donne e uomini che si spostano o fuggono da situazioni dove la vita non è più possibile. Crediamo che la finzione della “naturale disparità” riproposta per donne che fuggono riguarda tutte noi. Nascondere le donne e la loro forza, soffocare la disobbedienza fino ad ucciderle significa mistificare la vera posta in gioco: la trafila che aggiunge orrore per fare affari, la riduzione a merce dei corpi femminili, il confinare nella paura e nello sfruttamento la voglia di libertà delle donne.
Ciascuna/o di noi sa tutto quello che c’è da sapere e lo sanno anche coloro che vogliono la schiavitù. Da sempre diciamo basta e non ci stancheremo mai di dirlo. Noi saremo lì per svelare l’imbroglio e la vergogna che ricade su chi è complice di questo sistema razzista e sessista di sfruttamento. Ci incontreremo a Salerno per testimoniare insieme questa verità. Contro qualsiasi muro o confine, contro la violenza sulle donne e per la libertà di vita di chi attraversa il Mediterraneo.

ASSEMBLEA DELLE DONNE PERLARESTITUZIONE – CASA DELLE DONNE DI NAPOLI/BENE COMUNE

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