AFRICA: Continente dalle straordinarie ricchezze e potenzialità, già stremato dal colonialismo e oggi depredato da multinazionali con sedi centrali negli Usa e in diverse capitali europee; nonché, dal neocolonialismo cinese e dalla penetrazione russa.
Il tutto dentro il grande frullatore globale della nuova grande ondata di appropriazioni degli ecosistemi e delle tragedie determinate dal cambiamento, non incolpevole, del clima
Un continente nel quale l’Italia è impegnata, direttamente e indirettamente, con il commercio di armi in tante guerre che lo insanguinano. Dal quale, ogni giorno, si rapinano risorse petrolifere, minerarie e territoriali; per tutti quegli affari che rimpinguano il nostro interscambio commerciale e i bilanci delle multinazionali.
Così, abbiamo foraggiato, mantenendoli in vita, regimi che fanno del binomio corruzione-repressione, il loro marchio di fabbrica.
Oggi facciamo di più, di fatto e al di là della rappresentazione propagandistica:
finanzieremo i militari libici e africani perché incarcerino, affamino, violentino, torturino e sterminino chi vorrebbe raggiungere il mare. Provenienti non solo dall’Africa, ma anche dai paesi martoriati dell’Asia. Tutti a sfidare la morte sulle rotte africane della disperazione. Puniremo le Organizzazioni non governative che si permettono di salvare le vite degli esseri umani che hanno osato, malgrado tutto, superare il muro militare. Siamo alla soluzione finale!
Coloro che ci governano e i nostri industriali, produttori di armi e non solo, stanno trasformando, in tal modo, una grande zona dell’Africa (comprendente Libia Ciad e Niger) in un immenso campo di concentramento.
Dopo le decine di migliaia di morti in mare, ai quali dovremo aggiungere, a breve, i prossimi che raccoglieremo lungo i nuovi canali di fuga, resta la domanda elusa della fine che stanno facendo i profughi (già ora, forse, più di un milione!) che sono rimasti intrappolati in Libia?
“Profughe e profughi riportati in Libia saranno imprigionati e violate di nuovo e torturati per estorcere un riscatto alle loro famiglie; oppure venduti ad altri scafisti che faranno loro le stesse cose; fino a che non li imbarcheranno di nuovo, non prima di aver fatto pagar loro, per la seconda volta, il passaggio. Per farlo meglio, hanno riattivato una zona Sar fantasma, proibendo alle Ong di entrarvi (…) Un business così, legittimato da un Governo straniero, dall’Unione europea e dall’Onu, nessun criminale al mondo se l’era finora sognato”
Dobbiamo denunciare tutto questo orrore, con forza e senza indugi; prima che gli indifferenti vengano inghiottiti dalla xenofobia e dal razzismo e dalle crescenti forme di nazismo.
Mettere, di conseguenza, sotto accusa il SISTEMA di potere economico-politico che per interessi diversi, ma coincidenti, dichiara, nei fatti, la morte di migliaia di donne, uomini e bambini.

Proponiamo di costruire un vero e proprio
ATTO D’ACCUSA!
Un PROCESSO, dove i nostri governanti, gli industriali, i loro sostenitori palesi e occulti, siano giudicati, in una nuova e
ideale “Norimberga” .
Per aver scientemente compiuto:
– CRIMINI CONTRO L’UMANITA’
– CRIMINI CONTRO LA PACE
– Per aver, inoltre, pianificato, iniziato e intrapreso delle guerre d’aggressione; tese al raggiungimento dei propri profitti. A scapito dei diritti e della vita del resto dell’umanità!
Cercheremo di farlo sulla base delle testimonianze di coloro che, da tempo, hanno intercettato, in varie forme, tali problematiche.
Lo faremo ascoltando direttamente le donne e gli uomini che hanno vissuto sulla propria pelle questi terribili passaggi.
Cominciamo, quindi, buttando il cuore oltre ogni ostacolo, a contattare persone impegnate nella campagna generale di denuncia; sia delle misure liberticide del governo che delle relazioni economiche di guerra delle industrie nazionali coi paesi guerrafondai e autoritari.
Abbiamo scelto, cioè, di fare ciò che è giusto prima, ancora, di pensare a quanto potrà essere utile e difficoltoso farlo.
Alcuni contatti sono già stati presi e altri si prenderanno in questi giorni. Da ogni contatto speriamo di ottenere ulteriori indicazioni e consigli.
Appena avremo le prime disponibilità, cominceremo a organizzare delle serate che saranno dedicate alla raccolta delle “testimonianze” finalizzate all’Atto d’Accusa e al Processo; nonché a costruire ogni possibile azione di protesta e di disobbedienza e di solidarietà attiva.
1) Possiamo provare a ascoltare e a chiedere testimonianza, direttamente, a coloro che hanno fatto sentire, in questi anni, la loro voce contro la guerra e il razzismo.
In particolare:
Alex Zanotelli
Franco Turigliatto
Moni Ovadia
Guido Viale
Giorgio Beretta
Erri De Luca
Andrea Camilleri

2)
I PESCATORI DI MAZARA DEL VALLO o di LAMPEDUSA
LE ONG CHE PARTECIPAVANO AL SALVATAGGIO degli immigrati alla deriva sui barconi e che sono state costrette ad allontanarsi e quelle che operano sil territorio africano
Intendiamo, soprattutto, contattare i profughi e altri migranti residenti sul nostro territori e, anche, coloro che subiscono ogni tipo di sopruso in terra africana. Ci avvarremo, allo scopo, di interviste e di informazioni delle ONG e di chi li segue sul posto; dentro i luoghi martoriati di quella terra.

Siamo un primo gruppo di cittadini, decisi a lanciare questo appello alla mobilitazione; consci del ritardo, anche, della nostra solidarietà.
Così leggera e, ancora, inadeguata per contrastare il peso soffocante della barbarie dilagante. In questo inizio, vogliamo credere che avremo con noi il cuore e le intelligenze di ogni essere deciso a non rinunciare alle sue qualità più profondamente “UMANE”: la solidarietà, la compassione, l’impegno perché ognuno goda di una vita dignitosa; ovunque scelga di vivere!

Chiediamo a ogni compagno e compagna, giovane e non più, di non tirarsi indietro. La gravità della situazione implica un urgente e costante impegno di ciascuno di noi e invitiamo a assumere come propria questa iniziativa.
A formulare proposte e consigli; a collaborare con il gruppo di “coordinamento permanente” che comunicherà, al più presto, il calendario degli incontri e delle iniziative, oltre a una specifica mail di riferimento.
L’invito, nel frattempo, è quello di contattare chiunque fosse interessato a tale azione di lotta solidale.
Ribadiamo che l’accusato è il SISTEMA CAPITALISTA attualmente dato e rappresentato dagli industriali della guerra e dai loro servi politici che legiferano contro l’umanità.

PER PREPARARE L’ATTO DI ACCUSA E IL PROCESSO AL SISTEMA, CI TROVIAMO TUTTI I LUNEDI’- ore alle 20,30 al Caffè letterario “Primo Piano” . via C, Beccaria – Brescia.

«Per razzismo e linea Minniti saremo giudicati dalla Storia»

Intervista a padre Alex Zanotelli (di Rachele Gonnelli – IL MANIFESTO del 30.08.2017)

«Un giorno diranno di noi e di ciò che stiamo facendo sui migranti ciò che noi diciamo sui nazisti e sulla Shoah». Padre Alex Zanotelli si è svegliato male ieri e ha iniziato così la giornata, con una sorta di scomunica, se non fosse che è un missionario e non un papa. «Sì, sto male – ammette come un fiume in piena – sono arrabbiatissimo, mi fa star male ciò che sento, specialmente questa guerra contro le ong perché, si diceva, facevano accordi con i trafficanti e ora invece è il governo a fare accordi con i trafficanti. Si resta a bocca aperta, sono esterrefatto, bisogna reagire, meno male che c’è papa Francesco ma non basta, chiedo a tutti i missionari e i sacerdoti di schierarsi, di fare di più».

-I paesi forti dell’Europa hanno approvato la linea italiana di fermare i migranti in Libia e prima ancora in Ciad e Niger. Cosa prevede che succederà?

È dall’anno scorso che, Renzi prima, con quello che venne chiamato l’Africa compact, e Gentiloni poi, il governo italiano cerca di copiare l’accordo con Erdogan per sigillare anche la rotta africana come già quella balcanica. È un atto criminale su cui un giorno verremo giudicati dal tribunale della Storia. Anche il caso Regeni è connesso con questa politica di esternalizzazione delle frontiere, come la chiama Renzi.

-Come c’entra il caso Regeni con l’accordo con la Libia del premier Serraj?

C’entra perché quando si parla di Libia si deve ricordare che lì non c’è uno Stato sovrano, ma una situazione caotica, di guerra e violenze, scatenata tra l’altro proprio dall’intervento militare di Francia e Italia in quella guerra assurda del 2011 contro Gheddafi. Ora, vista l’estrema debolezza del premier di Tripoli Serraj, è chiaro che bisogna tener buono il generale Haftar, perché non si sa mai con chi fare accordi, chi prevarrà, quindi visti i legami di Haftar con l’Egitto di al Sisi si manda l’ambasciatore al Cairo. Anche Regeni fa parte del grande gioco dell’Europa in Africa. Questo accordo con la Libia è peggiore di quello con Erdogan, che pure è un dittatore, perché in Libia ci sono solo milizie che si combattono e queste milizie possono essere benissimo imbrigliate con la mafia o la camorra. C’è un problema di legalità enorme.

-La base legale è ancora l’accordo sulla detenzione dei migranti fatto da Berlusconi con Gheddafi.

Sì, è un misto di ironia e ferocia quasi machiavellico. Il problema è che sappiamo bene cosa succede a chi resta bloccato in questa Libia. Tutte le testimonianze parlano di stupri, torture, schiavitù. E in ogni caso la Libia non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra sul rispetto dei diritti umani. Perciò siamo alla criminalità pubblica, istituzionale.

-Paolo Mieli pur riconoscendo che si utilizzano personaggi equivoci delle milizie di Sabratha e tra i capi tribù spacciati per sindaci del Fezzan, definisce provvidenziale la linea Minniti di bloccare i migranti in Libia e a sud della Libia.

Si vuole utilizzare soprattutto il Ciad, che tra i due paesi del Sahel interessati è quello più forte militarmente, per bloccare i migranti nel deserto prima del loro arrivo in Libia. Non ce la faranno, sfonderanno altrove. Magari riusciranno a rallentarli un po’ e così vinceranno le elezioni ma questo è quanto. Già adesso sono aumentati gli arrivi in Spagna. Si apriranno altre rotte, è ovvio. Non si può fermare chi fugge da guerre e situazioni terribili e terrificanti. E hanno diritto a scappare, mentre l’Europa, cioè noi abbiamo il dovere, in base a tutte le convenzioni dell’Onu, di accoglierli.

-Minniti spiega di essere motivato a salvaguardare la tenuta democratica del Paese.

Già i suoi decreti mi facevano star male poi questa affermazione…sono rimasto a bocca aperta, non so chi pensi di essere. Ma posso capire la real politik del governo, mi fa più male il silenzio della chiesa di base. Se non è la coscienza critica non so a cosa serva, fortuna che c’è papa Francesco ma non basta ed è la prima volta che lo sprone viene dall’alto. Mentre l’odio è scatenato, il razzismo sta crescendo, ci inonda, indotto da molti fattori ma soprattutto dal fatto che non vogliamo accettare che il nostro benessere, il nostro stile di vita, per cui il 10% del mondo consuma il 90% delle risorse, non può più continuare. E noi andavamo bene con le adozioni dei negretti a distanza, ma quando l’adozione è a vicinanza non va più bene, disturba.

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