Sabato gigantesca manifestazione a Bilbao di tutta la sinistra abertzale e il PNV a sostegno del referendum catalano. Il PNV col presidente della regione autonoma di Euskadi ha incontrato Puigdemont e ha dichiarato che se Rajoy impedirà con la forza il referendum uscirà dalla maggioranza governativa di Madrid. (venerdì si era tenuta un’altra manifestazione “moltitudinaria” a Vitoria)

A Madrid ieri incontro con i rappresentanti dei partiti catalani che hanno promosso il referendum, centinaia di persone non sono riuscite ad entrare, Podemos ha iniziato a partecipare a pieno negli scorsi giorni alle iniziative a sostegno del diritto a decidere.Le dichiarazioni di Pablo Iglesias sono durissime verso il governo accusato di andare verso la dichiarazione di stato d’emergenza.

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Ieri, domenica Pablo Echenique numero due di Podemos ha chiesto pubblicamente al segretario “di sinistra” del PSOE, Sanchez, se appoggerà veramente lo stato d’emergenza del governo Rajoy? la risposta immediata: ha dichiarato di essere affianco del governo Rajoy e i suoi pochi sindaci della Catalogna si oppongono al referendum. (per questo i loro municipi sono assediati da manifestazioni continue)

In Andalucía Teresa Rodriguez líder di Podemos ha chiamato alla mobilitazione a sostegno del diritto di decidere. Podemos Andalucia scontrandosi con Susanna Diaz socialista presidente dell’Andalucia chiede sovranità popolare reale anche nella propria regione senza chiedere l’indipendenza.

Oggi, Lunedì 1400 docenti universitari di tutto lo stato spagnolo hanno pubblicato un appello per il diritto a decidere, e a sostegno del referendum catalano del 1 ottobre.

Il governo sta facendo affluire dalle 10.000 alle 13.000 guardie civil in Catalogna.
La Fiscalia, ha ordinato ai Mossos di non prendere più ordini dalla Generalitat, ma direttamente dai rappresentanti del governo di Madrid.
In Catalogna vengono vietate tutti i giorni manifestazioni dove si parli del referendum, le piazze o i locali dove si devono tenere occupati militarmente.
700 sindaci catalani che hanno dichiarato di essere pronti a mettere a disposizione i locali per il referendum sono stati messi in stato d’accusa dalla magistratura e rischiano l’arresto nei prossimi giorni. Stessa cosa per il governo catalano.
La Guardia Civil sta perquisendo e occupando le tipografie della Catalogna sequestrando milioni di volantini e manifesti per il referendum.
La situazione è sempre più tesa, ma ho paura che la borghesia catalana e la sinistra radicale catalana (CUP e ERC) abbiano preparato male la prova di forza e che la vicenda finisca male. Tutto dipende da come nel resto dello stato spagnolo si svilupperanno le mobilitazioni nei prossimi 10 giorni e quanto il governo Rajoy incassato l’appoggio pieno del PSOE sia pronto a reprimere con la violenza il referendum.
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