“Fu quella volta al CS 28 MAGGIO che incontrai Giovanni Pesce, per una delle ultime occasioni possibili.”
Così iniziò a raccontarmi.
“Incredibile! Pensava fossi un anarchico. Allora cominciò a raccontare una storia che gli era capitata in Spagna; quella degli anni della guerra civile.
Con la colonna comandata dal generale Lister (una di quelle organizzate dal Quinto Regimiento) stava attraversando un anonimo villaggio spagnolo. In un campo di calcio, dei giovani stavano liberamente giocando una partita. Quale non fu la sorpresa di Lister e dei suoi, quando vennero a sapere che la partita era una sfida tra anarchici e franchisti. In tal modo si distraevano dalle fatiche della guerra.
La colonna di Lister proseguì il suo cammino. Arrivati su una altura che dominava il paese appena oltrepassato, Lister si volse, guardò verso il basso, giudicò che il campo di gioco fosse ancora a tiro e ordinò: girate il cannone e tirate un bel colpo laggiù, proprio in mezzo al campo.”
Lo guardavo quasi sopraffatto dall’orrore, ma sorridevo in attesa del finale.
“Vedi, la politica richiede qualche integrazione!”

Avrei voluto chiedergli i risultati di quella cannonata, ma capii che erano superflui.
La storia, matematica del tempo, era lì a raccontare la violenta repressione degli stalinisti contro la rivoluzione spagnola. E Lister, uno dei tanti boia in azione.
Il racconto mi confermò, con ancora più decisione, nelle mie scelte libertarie.

Risposi solo, con un sorriso di circostanza:
“Pensa, invece, se avesse semplicemente chiesto:
Chi sta vincendo?”.


(Claudio Taccioli)

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