Pubblichiamo una “lettera aperta al terrorista” (inteso come uno degli islamonazisti autori dell’attentato sulle Ramblas di Barcellona), scritta dal compagno Rolando. I nostri lettori conoscono già Rolando per alcuni suoi contributi al nostro blog. Si tratta di un compagno d’origine italiana che vive da oltre 30 anni a Barcellona, militante della sinistra rivoluzionaria catalana, autore di numerosi libri in italiano, spagnolo e catalano (l’ultimo si intitola “Lluites o protestes?” edizioni Descontrol, Barcellona, 2015).

Traduzione dallo spagnolo di Flavio Guidi

 

Lettera al terrorista

Non leggo la stampa di destra né i messaggi dei gruppi fascisti e tra i miei amici nelle reti sociali reali o virtuali non ci sono xenofobi. Cosicché mi sono perso i commenti che ti avranno trattato da psicopatico, assassino, sicario dei criminali di stato islamico, musulmano fanatico, ecc. Mi bastano però, come prova della mancanza del più elementare senso del rispetto, le manifestazioni della stampa e dei portavoce dell’ideologia dominante e di quella che a suo tempo era chiamata sinistra alternativa. Per loro non sei un soggetto, una persona capace di scegliere, capire, volere, ma solo una vittima dell’indottrinamento (como se esistesse qualcuno che non lo sia!), un ragazzo “razzializzato”  che la società non ha trattato come avrebbe dovuto, una personalità debole facilmente manipolabile, un giovane ingiustamente assassinato al quale sono stati negati i diritti alla difesa….

Nessuno ti ascolta. Non so se avete lasciato qualcuno di quegli insopportabili video dove fate i “maschietti” agitando coltelli o proferendo frasi minacciose. Se lo avete fatto sicuramente qualcuno di quelli che vegliano sull’indottrinamento delle nostre masse eviterà che si diffonda, cosicché restano solo i fatti, quello che avete fatto, come messaggio. Si tratta di un messaggio eloquente. Nessun malessere sociale, nessuna rivolta razziale, né antimperialismo, per quanto ci siano un sacco di sapientoni bianchi che affermino il contrario. Le vostre azioni parlano: il nemico siamo noi, il popolo. Qualcuno che la vostra ideologia definisce “kufar”, ingrati, corrotti, subumani. Ci sono neorazzisti di qui che parlano dei musulmani europei come degli attuali ebrei dell’olocausto nazista. Il nuovo popolo maledetto. Realmente indicativo del livello grottesco al quale siamo giunti, giacché negli ultimi anni quelli che sono stati assassinati per ciò che sono, qui in Europa, siamo noi, i “kufar”….E sono già centinaia.

Non siete vittime, trattarvi come tali è mancarvi di rispetto. La verità è che avete un’ideologia, un’organizzazione, degli obiettivi. Siete membri di un movimento politico. La vostra ideologia è totalitaria. Ammette la pace solo con la sottomissione ai vostri dogmi. Poiché la vostra idea è la “vera”, la vostra religione e modo di vedere il mondo è quella “vera”, “giusta” e pertanto l’unica che deve esistere. Non c’è spazio per i neutrali e i nemici sono tutti coloro che non condividono la “verità”. E bisogna sterminarli. Niente di irrazionale, né tipico di menti malate: è un progetto politico molto chiaro che ha un nome: totalitario, fascista. Anche se ti trattano come un malato mentale io riconosco in te una persona che ha scelto il suo schieramento. Che mi ha dichiarato nemico. Quindi ne prendo atto.

Qualcosa che invece non posso riconoscerti è il coraggio. In realtà devo dirti che tutto quello che hai fatto, che fanno quelli della tua setta è da codardi. Non importa che la maggioranza sociale resti stupefatta davanti a qualcuno che sembra disposto a morire per le sue idee o credenze, siete dei vigliacchi e per ovvie ragioni: i vostri obiettivi e la forma di uccidere. Mettere bombe in luoghi affollati da gente normale, investire bambini, gente disarmata, anziani, accoltellare signore di 60 anni, sparare con armi da guerra contro terrazze di bar o nelle discoteche non ha nessun onore. Non è degno di nessun combattente. Persino i militari yankee, quando lo fanno, cercano di nasconderlo. Non per paura del castigo, giacché sono impuni, ma per vergogna, per la mancanza di onore che implica, qualcosa di degno solo di sadici che godono esercitando il potere supremo di dare la morte ad esseri indifesi. La necessità che avete di un dio che vi salvi dalla morte. Guadagnarsi la vita eterna assassinando innocenti : anche questo è cosa da codardi, di gente incapace di affrontare con coraggio il destino e la vita. Il tipo di morte che scegliete: rapida, adrenalinica. Alcuni di voi dicono che il jihadista muore col sorriso sulle labbra. Mi piacerebbe vedere questo sorriso se invece di cadere colpiti dai proiettili in un parossismo di eccitazione vi fosse toccata la morte che riservate a tanta povera gente: sgozzata davanti ad una videocamera, senza rispetto, bruciata viva, sommersa nell’acido, lapidata, schiacciata, appesa e strangolata. Loro sì che sono martiri, non voi con le vostre bravate da miserabili che rifuggono il dolore fisico così come la angoscia o la paura.

Ciò nonostante, insisto nella necessità del rispetto. Il massimo, chiaro, che si può concedere a un nemico come voi, che non si espone, che si nasconde, che colpisce a tradimento, che non rispetta nessuna etica, né umana né di guerra: riconoscere la vostra identità, le vostre motivazioni e combattervi per ciò che avete scelto di essere: dei fascisti.

E finisco con un’altra cattiva notizia: il vostro sogno di una società dominata da una razza superiore arabizzata, dove trionferebbe la pace della sottomissione è un’idiozia, come già dimostrano i 57 paesi dove la vostra religione è maggioritaria. Ci sono altri pericoli per la specie umana, come l’olocausto bellico o il collasso ecologico. Voi siete una specie di morbillo che serve a diversi blocchi di potere, Qui, in occidente state ottenendo che degli stati delegittimati, in crisi come istituzioni, baluardi di classi rapaci e corrotte, si rinvigoriscano, riaffermino la loro necessità, limitando le libertà, aumentando il controllo, già moltiplicato grazie alle nuove teconologie.

 In quelle che considerate le vostre comunità i leader religiosi se ne approfittano, rafforzando il loro potere di rappresentazione d’insieme, stabilendo legami sempre più organici e forti con le autorità e i poteri di cristiani e infedeli con il nobile scopo di mantenere lo statu quo evitando i conflitti di classe. Si gettano le fondamenta di società divise in comunità su basi religiose, dove spariscono i conflitti di classe e quelli dogmatico-etnici giustifichino barriere autoritarie. Nel resto del mondo state aprendo il cammino a dittature, monarchie criminali, classi dominanti vecchie e nuove in lotta per estendere i propri territori e ambiti d’influenza, mentre servite come giustificazione alle varie presenze imperialiste occidentali.

In definitiva, in nome di Allah avete solo fatto il gioco di potenti molto “terreni”. Niente di nuovo. Per questo sono nati i fascismi.

 

Rolando D’Alessandro, Barcellona, 29 agosto 2017

 

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