6. Quale alternativa? Il progetto dei partiti della MUD è neoliberale.

 La destrorsa Piattaforma d’Unità Democratica (MUD) è il blocco che domina l’opposizione ufficiale al Governo nazionale, anche se un’opposizione di sinistra si sta costituendo lentamente e probabilmente continuerà a costruirsi.  Questa sinistra critica, perlomeno che ha le idee più chiare, non s’identifica con la MUD.. La MUD non è comunque un blocco omogeneo ed esistono invece dei settori, che vanno dai gruppi d’estrema destra influenti – che potremmo chiamare “uribisti” – a certi settori neoconservatori “light”, ai liberali elitisti con una certa tendenza redistribuzionista. Questi diversi gruppi hanno relazioni conflittuali tra loro, non esenti da scontri ed insulti reciproci. Malgrado le loro differenze, i diversi gruppi della MUD sono uniti almeno da tre fattori fondamentali: la loro mtrice ideologica, le basi del loro programma economico e il loro piano reazionario contro il Governo nazionale e di fronte alla possibilità di una profonda trasformazione emancipatrice di carattere popolare. Analizziamo i primi due.

 La matrice ideologica della MUD è profondamente segnata dalla teoria neoclassista e dal liberalismo conservatore, fa un elogio ossessivo della proprietà privata, della fine della “ideologizzazione” dello Stato e delle libertà individuali e d’impresa. Questi elementi fondamentali appaiono più chiaramente nel programma di questo blocco che nei suoi discorsi mediatici, la cui retorica è semplicista, superficiale e spesso ridotta a slogan. La miglior sintesi del suo modello economico può essere consultata nei suoi “Lineamenti per il programma di governo di unità nazionale”, che offre una versione neoliberale dell’estrattivismo petrolifero più ortodossa di quella del governo venezuelano attuale.  Bisogna sottolineare che, anche se inalberano la bandiera del “cambiamento” e del “Venezuela produttivo”, la loro proposta punta a portare l’estrazione di petrolio a 6 milioni di barili al giorno, a partire soprattutto dall’aumento delle quote dell’Arco petrolifero dell’Orinoco. Anche se si scontrano pubblicamente,  le proposte petrolifere di Henrique Capriles e di Leopoldo Lopez si assomigliano come due gocce d’acqua e non divergono dal “Piano della Patria 2013-19” del governo attuale. Il “cambiamento” annunciato non è altro che un ulteriore giro di vite estrattivista, più “rentier” e “sviluppista”, con tutte le conseguenze economiche, ecologiche e culturali.


7. La frammentazione del “popolo”  e la progressiva disgregazione del tessuto sociale

I primi ad essere danneggiati dal questo processo di guerra di bassa intensità e di caos sistemico sono i lavoratori. La forte coesione sociopolitica dei primi anni della Rivoluzione bolivariana s’è non soltanto usurata ma disarticolata poco a poco fino al cuore del tessuto comunitario del paese. La precarietà dell’accesso ai bisogni fondamentali della vita quotidiana, gli incitamenti alla soluzione individuale e competitiva dei problemi della gente, le metastasi della corruzione, la canalizzazione dei conflitti sociali verso metodi violenti, la perdita di riferimenti etici e politici e l’usura della polarizzazione legata al discredito dei partiti, l’aggressione diretta ad importanti esperienze comunitarie e ai loro dirigenti da parte di differenti agenti politici e territoriali, fanno parte di questo processo d’indebolimento delle solidarietà sociali che punta a distruggere le fondamenta autentiche d’un potenziale processo di trasformazione e d’emancipazione popolare o delle capacità di resistenza del popolo di fronte all’avanzata delle forze regressive nel paese. Parallelamente, diverse organizzazioni di base popolari e movimenti sociali di tutto il paese continuano a voler costruire un’alternativa a partire dai loro territori. La Storia dirà quale sarà la loro capacità di resistenza, d’adattamento e soprattutto il loro genio collettivo per coordinarsi e portare avanti la battaglia per orientare il progetto politico nazionale in posizioni di forza.

 La solidarietà indispensabile che dovrebbero promuovere le sinistre latino-americane e del ondo intero deve essere quella della solidarietà con il popolo in lotta, questo popolo che ha storicamente sopportato lo sfruttamento e i costi della crisi. Lui, che ha levato le ancore e si è riappropriato delle strade per far intendere le sue rivendicazioni. Lui, che oggi affronta i dilemmi complessi di questi tempi di riflusso e di regressione. Lui, che dovrebbe essere il vero punto d’onore della sinistra. Voltare la schiena a questi contro-poteri popolari in nome d’una strategia di “conservazione del potere” potrebbe costare molto caro.

Emiliano Teran Mantovani, Caracas, aprile 2017

 

Nei prossimi giorni pubblicheremo altre parti del Dossier Venezuela apparse su Inprecor 639 (ed. francese), tra le quali gli interventi delle due organizzazioni venezuelane della Quarta Internazionale (Marea Socialista, frazione del PSUV, e la Liga Unitaria Chavista Socialista – Luchas [Lotte]) che hanno posizioni diverse su come affrontare tatticamente la difficile congiuntura nel paese di Bolívar.

 

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