In questi giorni i fascisti di Brescia ai bresciani (chiamiamoli col loro nome anche se cercano di ripulirsi la faccia) hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook un post (pubblico) contentente fotografie scattate all’interno della Scuola Primaria T. Olivelli di Gussago (BS).
Le fotografie ritraggono dei lavori svolti dai bambini sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza; concetti totalmente alieni per Brescia ai bresciani che per descrivere tali lavori utilizza la solita retorica della “apologia dell’invasione”, dei “finti profughi”, del “lavaggio del cervello” da parte delle maestre e così via.

E’ veramente penoso il fatto che degli adulti arrivino a polemizzare con i lavoretti dei loro bambini pur di portare avanti la loro agenda politica di razzismo. Mi chiedo che cosa passi nella testa di un adulto che, vedendo un cartellone come quello nella foto, si senta in dovere di fotografarlo per annoverare pubblicamente “i diritti dei bambini” tra le minacce alla società occidentale!

I bambini sono per loro natura disposti ad accogliere ed accettare gli altri e la diversità, e se di “lavaggio del cervello” si vuole parlare (per usare le loro espressioni) bisognerebbe vedere cosa porta un bambino e la sua innata tolleranza a diventare un adulto xenofobo come i membri di Brescia ai bresciani.
Sicuramente ricevere in eredità dal proprio ambiente familiare e sociale il razzismo e la xenofobia è uno dei fattori principali per questa involuzione, ed è per questo importante il lavoro che le maestre della scuola di Gussago stanno cercando di svolgere; lavoro che non è, come Brescia ai bresciani sostiene, “insegnare i libri di testo” e basta (in modo che il loro razzismo non incontri alcuno strumento di critica), ma è soprattutto aiutare i bambini a crescere come esseri umani.

D’altronde cosa possiamo aspettarci da questi soggetti? Mentre leggiamo sui giornali che 6 sole persone possiedono ricchezze pari a metà dell’intera popolazione mondiale (3 miliardi e mezzo di persone), loro puntano il dito contro chi sta peggio, perché non sanno fare altro che prendersela con chi sta sotto di loro, come è tipico dei fascisti.
E pur di sfogare la loro frustrazione su dei capri espiatori arrivano ad aggrapparsi ai lavoretti dei bambini di una scuola elementare.

M.C.

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