Hong Kong (AsiaNews) – “I mandarini possono appiccare grandi incendi, ma la gente comune non può neppure accendere una candela”: questo proverbio viene spesso usato per descrivere gli stravaganti privilegi di cui godono le autorità. Dopo il recente Sesto Plenum del Partito comunista cinese (Pcc) il Comitato centrale ha conferito a Xi jinping il nobile titolo di “Cuore della leadership”; il presidente ha di nuovo messo in guardia contro le cricche di “carrieristi e cospiratori” nel Partito. Eppure due alti funzionari stanno facendo proprio questo. Il presidente stesso e il suo principale alleato Wang Qishang, un membro del Comitato permanente del Politburo (Pbsc) che dirige la Commissione centrale per le ispezioni disciplinari (Ccdi), hanno creato proprie fazioni per far crescere la loro influenza nel Partito., Xi ha affidato alte cariche nel governo e nel Pcc a dozzine di suoi ex-subalterni del Zhejiang e del Fujian (vedi China Brief, novembre 11). Anche Wang, che rinnoverà di sicuro il proprio mandato quinquennale al Pbsc durante il 19esimo Congresso del Partito previsto il prossimo anno [nel 2017], ha esteso rapidamente il proprio impero burocratico.

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Due promozioni, annunciate subito dopo il Sesto Plenum, dimostrano la forza dell’embrionale fazione Wang Qishan, composta in parte da funzionari che hanno lavorato e contribuito nel Partito alla gestione del portafoglio anticorruzione. A novembre Chen Wenqing (陈文清), un vice segretario del Partito al Ccdi, è stato eletto ministro della Sicurezza nazionale, considerato dagli intellettuali liberali come “il Kgb cinese”. Inoltre, anche Huang Shuxian (黄树贤), un altro subalterno di Wang al Ccdi, è stato nominato ministro degli Affari civili.

Alcuni funzionari assegnati da Wang a sovrintendere le indagini di corruzione nelle province, sono stati ricompensati con alte cariche regionali…..

Dato che la lotta contro la corruzione è senza dubbio la più popolare politica del presidente Xi, forse non c’è da stupirsi che il “cuore della leadership” abbia permesso a Wang di trasformare l’apparato anti-corruzione in un formidabile feudo burocratico. Negli ultimi quattro anni, lo staff del Ccdi ha più che triplicato il proprio organico. Il Ccdi ha ricevuto trattamenti speciali in molti modi. Il dipartimento per l’organizzazione centrale del Partito, guidato dal membro del Politburo Zhao Leji, ha l’autorità per gestire tutti gli affari del personale dell’intero apparato del Partito-Stato. In modo simile, il dipartimento centrale per la propaganda del Partito, guidato dal membro del Politburo Liu Qibao, dovrebbe seguire i lavori relativi alla pubblicità per tutte le unità del Partito e del governo. Nonostante queste norme, solo al Ccdi è stato dato il permesso dal Pbsc di stabilire le proprie unità di organizzazione e propaganda (CCDI website, 27 dicembre 2014; Sohu.com, 28 marzo 2014)……

Inoltre il Ccdi ha ricevuto l’autorizzazione dal presidente Xi per mettere in piedi un’unità di polizia disciplinare. Mentre il Ccdi ha sempre avuto un numero limitato di investigatori, esso è carente di forze di polizia che diano battaglia alle “grandi tigri” sia a livello locale che nazionale. Prima dello stabilimento della propria forza di polizia, l’organo centrale di anticorruzione doveva affidarsi solo a funzionari del dipartimento di polizia del ministero della pubblica sicurezza e al procuratorato per portare a termine una gran quantità di missioni anticorruzione.

Dopo il sesto Plenum, il cui tema è promuovere disciplina e comportamenti morali fra i funzionari del Partito e gli impiegati statali, il Ccdi ha ottenuto permessi dal Comitato centrale del Partito di incrementare ancora di più il proprio potere. Un gruppo centrale per una ricerca approfondita del sistema di supervisione, guidato da Wang, è stato stabilito con il compito di creare comitati di supervisione in tutte le unità statali. Xinhua ha citato una direttiva dell’Ufficio generale del Pcc in cui dice che l’obiettivo di un nuovo sistema di supervisione era “costruire un organo nazionale anticorruzione sotto la leadership del Partito … [nel quale] le autorità mobiliteranno più risorse per l’anticorruzione e costruiranno un sistema che assicura che i funzionari non oseranno e non potranno essere corrotti.” I comitati di supervisione dovrebbero assumere i poteri e le funzioni sia del Ministero della supervisione, sia degli uffici di anticorruzione presenti nel sistema di procuratorato nazionale. Comitati “pilota” per la supervisione sono stati già collocati nella municipalità di Pechino e nelle province dello Shanxi e del Zhejiang. Mentre l’esatto quadro di riferimento dei comitati di supervisione devono essere ancora comunicati, non c’è quasi dubbio che essi accresceranno l’autorità del Ccdi – e di Wang.

Durante la conferenza stampa tenutasi il giorno dopo il Sesto Plenum, Deng Maosheng, un antico funzionario dell’Ufficio generale del Pcc ha puntualizzato che nel Partito non ci sono normative stringenti riguardo le età di pensionamento per i funzionari di alto grado. Deng ha asserito che la convenzione qishang baxia (七上八下, i funzionari sopra i 68 anni non possono più far parte del PBSC) non è stata altro che un “sentito dire” . Dato che Wang avrà 69 anni al tempo del 19esimo Congresso del Partito, l’affermazione di Deng si è rivelata un’ottima scusa per Wang di servire per altri cinque anni al Pbsc.

Ci sono molte ragioni per cui Xi vorrebbe Wang nel Pbsc come minimo fino al 20esimo Congresso del Partito nel 2022. Sebbene negli ultimi quattro anni il [tema sul] “Cuore della leadership” abbia avuto un discreto successo nel mettere insieme una fazione legata a Xi Jinping, essa non può ancora essere paragonata alla fazione di Shanghai (guidata dall’ex presidente Jiang Zemin) o alla fazione della Lega dei giovani comunisti (capeggiata dall’ex presidente Hu Jintao) in termini di numeri, influenza e copertura geografica. La condivisione delle risorse delle fazioni di Xi e Wang comporta che Xi avrà più possibilità di promuovere membri di queste due cricche “lealiste” al Comitato centrale e al Politburo che sarà varato nel 19mo Congresso del Partito.

Conclusione

In conclusione, il “fenomeno Wang Qishan” non fa bene presagire sull’avanzamento dello “Stato di diritto con caratteristiche cinesi”. Il Ccdi è diventato uno dei più potenti “feudi” del Partito. Le sue attività anticorruzione, sebbene applaudite dai cittadini medi, sono condotte al di fuori dei quadri di legalità nazionale. La commissione non è nemmeno soggetta al controllo dell’ Assemblea nazionale del popolo [il parlamento cinese] o dalla Corte Suprema del popolo.

La possibilità che Wang possa sfidare norme ben stabilite come il raggiungimento dell’età di pensionamento, è un altro duro colpo alle riforme istituzionali intraprese dal patriarca Deng Xiaoping all’inizio degli anni ’80.

Allo stesso modo, i quadri liberali e gli intellettuali temono che Xi continuerà ad affidarsi all’arma dell’anticorruzione impugnata dal potentissimo Ccdi di Wang per intimidire ed eliminare oppositori dell’implacabile e auto-esaltato “Cuore della leadership”. Ma una tale tattica minerebbe la sua spinta verso lo Stato di diritto. La campagna anticorruzione ha gonfiato la popolarità di Xi e l’alleanza strategica tra lui e i gruppi di potere di Wang appare stabile. Per adesso, entrambi i gruppi hanno bisogno l’uno dell’altro. Ma il crescente potere di Wang alla fine, potrebbe fare di lui una minaccia.

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