Migliaia di migranti sono in fuga dal campo profughi di Moria, sull’isola greca di Lesbo, a causa di un violento incendio. I media locali riportano le immagini di fiamme altissime, alimentate dal vento, che hanno distrutto le tende del campo. Secondo la polizia l’incendio è stato appiccato da un gruppo di immigrati in segno di protesta per le condizioni del campo, nel quale vivono 5.400 migranti, nonostante la capacità sia di 3.500.

Ricercatori di Amnesty International sono sull’isola greca di Lesbo, dove ieri un incendio ha devastato il campo di Moria e costretto all’evacuazione migliaia di richiedenti asilo.

“Vedere le rovine fumanti del campo di Moria impressiona ma non sorprende. Trattenere migliaia di persone vulnerabili sull’isola di Lesbo, in condizioni agghiaccianti e senza alcuna informazione sul loro destino, crea esattamente quell’atmosfera incendiaria di paura e abbattimento” – ha dichiarato Giorgios Kosmopoulos, ricercatore di Amnesty International sui diritti dei migranti e dei rifugiati in Europa.

“Il governo di Atene deve assicurare che nessuna persona evacuata da Moria sia lasciata senza riparo e a rischio di attacchi violenti. L’Unione europea e la Grecia non possono continuare a tenere a tempo indeterminato questi grandi numeri di rifugiati sulle isole greche. I leader europei devono condividere equamente le responsabilità e agire con urgenza per trasferire i rifugiati sulla terraferma e poi sul resto del continente” – ha aggiunto Kosmopoulos.

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