Tra i lettori del nostro sito c’è persino un “padrone”. E noi pensavamo che solo gli inguaribili rivoluzionari avessero voglia e tempo di leggere ciò che pensano e scrivono gli anticapitalisti bresciani! L’ineffabile sig. Bosio (lo ricordate? Il padroncino della Motive di Castenedolo, quella dei picchetti e dello sgombero con la celere, nel febbraio scorso) mi ha denunciato per diffamazione. Nell’atto giudiziario che ho ritirato oggi sono citati vari passaggi dal blog “bresciacapitalista (sic!)” (Freud non muore mai!), in cui il succitato Bosio è tacciato dal sottoscritto di “arrogante padroncino”, “razzista”, “negriero” e quant’altro. Mr. Bosio si è proprio offeso. Non importa se lui, il giorno prima, in una lettera al Giornale di Brescia, ci aveva definiti “pregiudicati” ed aveva addirittura insinuato che, per lo meno per quanto riguarda i compagni del SICOBAS, prendessero i soldi dai lavoratori (parlava addirittura del 10% dell’assegno di disoccupazione, se non ricordo male) in quello che veniva descritto come una specie di “pizzo” mafioso. Per lui, tutto ciò era normale: insultare pesantemente e gratuitamente dei “rossi” fa parte di ciò che è lecito. La risposta (politica e culturale) è invece, ovviamente, passibile di denuncia. Noi, da bravi e generosi comunisti e libertari, avevamo lasciato perdere gli aspetti (peraltro meschini) giudiziari delle sue parole, mantenendoci sul terreno sindacale e politico. Ma si sa, la generostà non è un sentimento molto diffuso tra i padroni, grandi o piccoli che siano. Ho, ovviamente, a questo punto, intenzione di contro-denunciare il sig. Bosio. E nel caso, a mio avviso assai probabile, in cui sia condannato a risarcirmi per la “diffamazione” contenuta nella sua lettera al GdB, spero di organizzare una festa con i lavoratori della Motive licenziati, aperta ai compagni del SICOBAS, dell’Intersindacale, di Sinistra Anticapitalista, del PCL e del Mag 47 che hanno partecipato alle iniziative di solidarietà con i suddetti. Il tutto a spese del sig. Bosio, come piccola vendetta-risarcimento per la sua protervia.

Flavio Guidi

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