7 marzo 2016, di Daniele Chicca, dal sito finanziario WSI
NEW YORK (WSI) – Persino la banca centrale delle banche centrali teme i pericoli di un’era di tassi di interesse negativi ed è convinta che una tempesta stia per abbattersi sui mercati e sull’economia globale. È l’avvertimento lanciato dalla Banca dei regolamenti internazionali, l’organizzazione finanziaria più antica al mondo, che si può considerare come la banca delle banche centrali, nel suo report trimestrale.

È da ormai diversi anni che le turbolenze finanziarie ed economiche sono evidenti nonostante i molteplici interventi delle banche centrali di tutto il mondo, che ormai hanno finito le munizioni. Non solo: gli investitori hanno perso fiducia nelle azioni dei governi, che nella maggior parte dei casi sono rimasti senza opzioni politiche.

La BRI (Bank of International Settlements) ha sede in Svizzera ed è stata fondata nel 1930. I suoi rapporti trimestrali sono tra i più seguiti e scrutinati dai mercati. È una società per azioni con CdA e direttore generale, tuttavia i suoi titoli possono essere sottoscritti unicamente da banche centrali e istituti finanziari designati. La Bce è uno dei 60 istituti centrali che ne possiede una quota e il suo direttore del board dal 2015 è Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank.

Con lo scoppio della crisi finanziaria del 2008, la Federal Reserve ha intrapreso tutte le misure possibili immaginabili in uno sforzo espansivo monetario senza precedenti. Sono state salvate banche straniere, non solo americane e persino società non finanziarie. La banca centrale di Washington ha tagliato i tassi allo zero e non ha imposto strette per più di nove anni. Ha comprato titoli di Stato e bond legati ai mutui. Ha persino iniziato a tenere una conferenza stampa con cadenza mensile, successiva alla decisione sul costo del denaro.

Il congegno creato dalla Bce non è stato da meno quando un paio di anni dopo è stata l’Eurozona a sprofondare in una crisi di pari entità, quella del debito sovrano. Nell’estate del 2012 Mario Draghi ha promesso che la Bce avrebbe fatto “tutto il possibile” per salvare l’euro. Un anno dopo è stato varato un programma di Quantitative Easing che tra un paio di giorni verrà probabilmente potenziato ulteriormente. Il tutto mentre i tassi di deposito sono sotto zero, al -0,3%, e scenderanno ancora, secondo le anticipazioni degli analisti.

Il numero uno della BRI Claudio Borio ha detto che la “calma apparente” degli ultimi mesi nei mercati ha lasciato spazio a “nubi minacciose che fanno presagire l’arrivo di una tempesta” nel primo trimestre. “La tensione tra la tranquillità dei mercati e le vulnerabilità sottostanti dell’economia devono essere risolte prima o poi” e “l’economia globale si sta indebolendo”.

In questo trimestre stiamo probabilmente assistendo all’inizio di una tempesta: “Le nubi si stanno addensando da lungo tempo ormai” e gli investitori sono preoccupati circa le ridotte capacità delle banche centrali di difesa nel caso di scoppio di un’altra crisi.

Nel suo ultimo report trimestrale la Banca centrale delle banche centrali ha avvertito inoltre che le politiche di tassi di interessi negativi pongono seri rischi per il settore finanziario.

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