– NASCIMME TUTTI PULITI (DESENZANO D/Garda . 17febbraio).
Tu non sì nato
sbagliato.
So’ i smanie
de la vita
che fanno sbaglià.
Nascimme tutti
puliti,
ma appena sta’ rota
se mette a girà
(…)
il male si scende
e ce viene a piglià!

Canta e sorride, Franco il “nostro” pizzaiolo napoletano. Canta e si commuove delle sue parole che si confondono con i ricordi. E si mescolano con quelle degli altri venuti qui, senza mai staccarsi dalle radici. Qui a portare ciò che possono a chi, oggi, ha più bisogno.
Ognuno ha qualcosa da dire, da raccontare, da insegnare. Ciascuno ha cose da ascoltare, da ribattere, da imparare. E si continua, anche, quando gli sbirri e l’ufficiale giudiziario riescono a entrare. Sono venuti per sgomberare una madre e suo figlio, colpevoli di inutilità produttiva e, conseguentemente, di povertà conclamata.
Pensano che qualche divisa con le pistole; l’autoritaria investitura della legge possa essere sufficiente per commettere l’ennesimo sopruso.
Mi sorride, Franco e recita piano le parole che ama e gli danno i brividi.
Sorridiamo con lui, perché tutti sappiamo che non usciremo. Non lo faremo, certo, sollecitati da un ordine; da un’ autorità violenta e disumana.
Si tranquillizza, anche, Asma perché ci vede seduti e indifferenti al male.
“NON USCIAMO, NON ESCE NESSUNO”, se non c’è un’alternativa vera di passaggio da casa a casa. E arriva la soluzione: il comune è disposto, finalmente, a pagare i prossimi mesi d’affitto; in attesa che il nuovo lavoro promesso decolli.
OGGI, 17 febbraio, a Desenzano del Garda in via Aureliano, lo sfratto contro Asma e suo figlio è stato respinto al 17 maggio: un’altra tappa della nostra resistenza.
FINO AL CUORE DELLA RIVOLTA!

-AMMALATI DI VENTO (BRESCIA – 18 febbraio)
“Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento”

ROM del Kosovo. ROM di Serbia. ROM senzapatria.
Ammalati di vento. Volati via da una guerra o un’altra e soffiati qui, a Brescia.
Dentro uno degli appartamenti “ALER” di via Bertoli, fra San Polo e la Questura. A due passi dalla “TINTORETTO”, vuota e alta come un peccato senza rimedio.
Troppo poveri per starci dentro; pur senza luce, senza riscaldamento. Ammalati e infermi, ma carne, comunque, da sfrattare.

DOMANI, giovedì 18 febbraio.
Dalle loro tane riscaldate e illuminate, i ligi funzionari “ALER” faranno il loro dovere, eseguiranno gli ordini.
Manderanno gli incaricati a tentare, per la 6° volta, di ributtare nel vento Liljana, con la testa spaccata dal male, il suo uomo invalido e stremato, i loro due figli persi dietro altri sogni.
Non importa che l’ “ALER” abbia, in Lombardia, un patrimonio di circa 28.000 case vuote, abbandonate nell’incuria; che sia accusata e inquisita per sprechi intollerabili; che sia un luogo di collocamento degli amici di partito e di corrente.

Gli zingari sono uno spreco che una società civile e progredita non può permettersi. Dal vento sono venuti, nel vento devono tornare.
Non è così che si faceva?

DOMANI, SAREMO IN VIA GIUSEPPE BERTOLI n.10, CON LILJANA E TUTTI I SUOI.
SCRIVEREMO, INSIEME, UN’ALTRA RIGA DI QUESTA STORIA CHE SI CHIAMA: DIGNITA’!

“Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna
perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali.”

Il comitato ANTISFRATTI/DIRITTOALLACASA di Brescia

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