Dodici richieste di connessione alla rete di trasmissione nazionale gestita da Terna. Un totale di energia elettrica per la Provincia di Brescia di 4,7 Gigawatt: si tratta del fabbisogno medio di 1,74 milioni di famiglie, più di tre volte il consumo domestico annuo dell’intero territorio provinciale. Questi sono i numeri preoccupanti che riguardano Data Center e BESS sul nostro territorio e che stanno aumentando di mese in mese.

Gussago, Ospitaletto, Travagliato, Lograto, Rovato, Chiari, Montirone, Nave, Brescia, Castel Mella, Flero, San Zeno Naviglio, Lonato del Garda, Manerbio, Verolanuova e Costa Volpino, comune bergamasco sul Lago d’Iseo al confine con la provincia di Brescia. Questi sono i Comuni dove vorrebbero costruire i nuovi Data Center e BESS, territori già fortemente

infrastrutturati e con una significativa pressione ambientale. Assemblea pubblica provinciale 2.png

In questi luoghi la vita di cittadini e cittadine cambierà e non in meglio. Aumento dei costi delle bollette, rischi di blackout, consumo di suolo, consumo di acqua, aumento delle temperature, svalutazione degli immobili, impatti sull’agricoltura e sul lavoro: questi sono solo alcuni dei possibili effetti che la popolazione sarà costretta a subire. Qui il rumore che produce un Data Center 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno.

Cosa avremo in cambio? Niente. I Data Center impiegano pochissimo personale e la maggior parte di queste opere servono unicamente ad aumentare i profitti delle multinazionali estere e dei baroni dell’Intelligenza Artificiale. I Centri Dati inoltre, a causa della loro richiesta incessante di energia, stanno diventando il volano per tentare di reintrodurre il nucleare nel nostro paese e, come dimostrato di recente nel conflitto russo-ucraino, sono obiettivi sensibili in caso di guerra.

Opporsi allo sviluppo selvaggio e scarsamente regolato di Data Center e BESS non vuol dire essere contro l’innovazione digitale e la transizione ecologica, ma vuol dire difendere i nostri territori dall’ennesima devastazione e rapina. A cosa servono? Chi ci guadagna? Dove impattano di meno? Queste sono le domande da cui dovrebbe partire ogni amministrazione pubblica seria e responsabile prima di approvare un progetto.

In questi mesi in diversi comuni della provincia sono nati Comitati, mobilitazioni, raccolte firme e incontri per battersi contro queste opere imposte. Ma i Data Center sono tecnologie relativamente nuove (almeno in questo numero e in questa scala), spesso cittadini e cittadine (e a volte anche le amministrazioni) non ne conoscono rischi e problematicità.

Per informare sul tema e costruire un momento di confronto tra chi, nella provincia bresciana, si sta mobilitando contro queste opere o intende iniziare a mobilitarsi

sabato 21 novembre alle ore 15:30 si terrà presso il teatro Sant’Afra in Vicolo dell‘Ortaglia 6 (BS) un’Assemblea Pubblica Provinciale

Ne parleremo con

  • Sergio Manera: fisico dell’Università di Pavia ed esperto di termodinamica, autore di studi tecnici presentati al Ministero dell’Ambiente sull’impatto ambientale, termico ed il consumo idrico del grandi insediamenti di Data Center in Lombardia.
  • Eliana Como: sindacalista Fiom e della Fondazione di Vittorio, autrice del report L’Intelligenza Artificiale e l’organizzazione del lavoro nelle fabbriche digitali.
  • Marco Pezzoni: portavoce della Rete Ambiente Lombardia, nata per contrastare la crisi climatica e il ritorno del nucleare, e per promuovere l’ecologia sociale, mettendo in relazione ambiente, società e modelli di sviluppo.

Vi aspettiamo numerosi/e!


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