Una manifestazione imponente ha attraversato le vie del centro questa mattina. Lo sciopero, indetto dai sindacati di base (a Brescia USB, COBAS e CUB) ha coinvolto migliaia di lavoratori e migliaia di studenti, soprattutto delle medie superiori. Gli organizzatori parlano di 10 mila partecipanti al corteo, la Questura parla di 5 mila, ma comunque è stata una manifestazione enorme, ben al di là delle cifre tipiche delle manifestazioni dell’estrema sinistra. Visibili le bandiere di USB, COBAS e CUB, ma anche quelle delle organizzazioni politiche, come il Mag47, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Sinistra Anticapitalista. In quest’ultimo spezzone anche un’enorme bandiera del defunto PCI, portata da un anziano ex militante di quel partito. Molte scuole chiuse, a testimonianza del successo dello sciopero tra i lavoratori della scuola, che lanciavano lo slogan “Nella nostra scuola nessuno è straniero, nostra patria è il mondo intero“. La componente giovanile e studentesca era probabilmente maggioritaria, ed è stata protagonista di una coda di corteo che, dopo l’arrivo in Piazza Loggia, ha deciso di non sciogliersi e proseguire. Circa 800 ragazze e ragazzi, probabilmente dell’area “spontanea” che ha dato vita al 17 ottobre, ha proseguito in via S. Faustino e via Fossa Bagni, tentando di raggiungere Piazza Duomo (stupidamente “proibita” dal Questore) tramite la Galleria. Qui la polizia ha aggredito gli studenti con i manganelli, anche se, per fortuna, i tafferugli sono stati limitati. Mentre scriviamo ci sono ancora alcune centinaia di studenti che stanno entrando in Piazza Arnaldo, non intimiditi dalla violenza poliziesca. Grande partecipazione e grande combattività, in buona parte spontanea (bastava vedere i moltissimi cartelli “artigianali” contro il governo, il riarmo, per investimenti in scuola, sanità, salari e pensioni). Un vero peccato che la burocrazia della CGIL non abbia deciso, come il 3 ottobre scorso, di unire le sue forze allo sciopero generale di oggi, mantenendo la data separata del 20 novembre. Se ci fosse stata una scelta unitaria, il corteo avrebbe probabilmente uguagliato, se non superato, quello gigantesco del 3 ottobre dell’anno scorso. Vedere comunque Piazza Loggia piena, come ai “bei tempi”, permette di essere ottimisti sul futuro di questo nuovo movimento. Con la speranza che, come nel ’68, faccia da detonatore ad una nuova radicalizzazione che coinvolga l’intero movimento dei lavoratori. Per affossare non solo il governo Meloni, ma tutti i governi dei padroni!


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