Di Andrea Ferrario
Riporto nuovi aggiornamenti sul caso di Xiaowu (pseudonimo di Feng Rui), l’attivista cinese arrestato per il suo lavoro a sostegno dei lavoratori. Sono emersi collegamenti che ampliano la portata politica del suo arresto, mentre i circoli della sinistra cinese che operano in semiclandestinità hanno pubblicato un comunicato sulle condizioni degradanti cui viene sottoposto in prigione. Comincio dal primo aspetto e poi riporto in traduzione il comunicato.
Ho rintracciato informazioni che collegano il caso di Xiaowu a Picun, un villaggio di lavoratori migranti alla periferia di Pechino noto in tutta la Cina per la sua letteratura operaia. Un articolo uscito su WeChat l’8 ottobre e ripreso da Labor Info, un sito cinese che raccoglie notizie e testimonianze sulla classe operaia, scrive che Feng Rui si è laureato nel 2017 al dipartimento di cinese della Beijing Normal University, è andato a Picun, ha lavorato alla Casa dei lavoratori, l’organizzazione autogestita che animava la vita del villaggio, e solo in seguito ha aperto l’account con cui documentava le condizioni dei lavoratori. Il noto scrittore Yuan Ling, nel suo libro “I miei fratelli e sorelle di Picun” (2024), ha raccontato di esserci andato per la prima volta nel 2017 cercandovi un giovane di nome Feng, uscito da una prestigiosa università di Pechino, che aveva rinunciato a un impiego normale per fare il volontario alla Casa dei lavoratori. Se è lui, come tutto fa pensare, l’arresto di Xiao Wu coinvolge in qualche modo uno dei luoghi simbolo della cultura dei lavoratori migranti in Cina, rendendo così più ampia la sua portata politica.
Picun si trova oltre il quinto anello di Pechino, a pochi chilometri dall’aeroporto, e una decina di anni fa era arrivato a una popolazione di circa ventimila lavoratori migranti. Dal 2005 ospita la Casa dei lavoratori, fondata tre anni prima da un gruppo di giovani musicisti venuti anche loro in città a cercare lavoro, che ha aperto nel villaggio una scuola per i figli degli operai, negozi solidali di abiti usati e nel 2008 il primo museo cinese dedicato alla cultura dei migranti interni. Nel 2014 è nato anche un gruppo letterario, diventato celebre nel 2017 con il racconto autobiografico di una collaboratrice domestica, Fan Yusu. Negli anni seguenti le autorità hanno smantellato in larga parte questo fulcro della cultura operaia autogestita. Gli sgomberi del 2017 hanno costretto molti lavoratori ad andarsene, la scuola ha chiuso nel 2019, la stretta sui finanziamenti esteri alle organizzazioni non governative ha messo in ginocchio la Casa e nel 2023 il museo è stato demolito. Il gruppo letterario invece è sopravvissuto e il Partito lo ha adottato oggi come esempio della “nuova letteratura e arte di massa”. Quest’anno un testo di Fan Yusu è stato pubblicato addirittura da Qiushi, la rivista teorica del Comitato centrale. La scrittura dei lavoratori che raccontano la propria vita viene così celebrata, mentre chi come Xiaowu nello stesso contesto documentava i loro conflitti con padroni e autorità è finito in detenzione.
Ieri, come accennavo sopra, è stato distribuito in rete, circolando tra le varie pubblicazioni della sinistra, un grido di allarme sulle condizioni alle quali Xiaowu viene sottoposto in carcere. Ecco la traduzione del comunicato:
Alla polizia di Guangzhou: cessate immediatamente gli interrogatori estenuanti di Xiaowu!
Secondo le informazioni disponibili, Xiaowu (Feng Rui), attivista per i diritti dei lavoratori, è stato arrestato il 14 settembre dalla polizia del distretto di Yuexiu, a Guangzhou, con l’accusa di «aver provocato disordini». Il provvedimento sarebbe legato alla pubblicazione, sull’account WeChat «Chiapas Dongfeng TV», della Rassegna delle violazioni dei diritti dei lavoratori del 2025. Xiaowu è attualmente detenuto nel centro di custodia cautelare del distretto di Yuexiu.
Dal 17 settembre viene sottoposto a interrogatori quasi ogni giorno, in alcuni casi anche tre volte nell’arco della stessa giornata. Gli interrogatori sono proseguiti persino durante le festività del 1° ottobre. In un’occasione, Xiaowu è stato colpito da un grave disturbo gastrointestinale, con vomito, diarrea e una debolezza tale da non riuscire a salire le scale senza aiuto. Nonostante le sue condizioni, è stato portato nella sala interrogatori su una sedia a rotelle. Soffre inoltre di una grave patologia cervicale che gli rende difficile rimanere seduto a lungo, e gli interrogatori prolungati rischiano di aggravare ulteriormente le sue condizioni.
A causa della durata degli interrogatori, Xiaowu perde spesso l’ora dei pasti e, quando torna in cella, può mangiare soltanto cibo ormai freddo. Persino gli altri detenuti sono rimasti sbalorditi dal trattamento che gli viene riservato. Gli hanno chiesto se avesse ucciso qualcuno, per essere trattato in quel modo.
Interrogatori così frequenti e prolungati sono fonte di gravi preoccupazioni per la salute di Xiaowu e per il rispetto dei suoi diritti fondamentali. Sollevano inoltre il sospetto che la polizia stia ricorrendo a interrogatori estenuanti per fiaccarne la resistenza e ottenere dichiarazioni con metodi illegali.
Chiediamo alla polizia di Guangzhou di interrompere immediatamente questi interrogatori e di garantire a Xiaowu, nel rispetto della legge, il diritto al riposo, alle cure mediche e agli incontri con il proprio avvocato. Chiediamo inoltre che i responsabili degli abusi di potere e degli interrogatori estenuanti siano chiamati a risponderne davanti alla legge.
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