Circa un centinaio di persone, forse 150 nel momento di massima partecipazione: queste le cifre della mobilitazione per il centesimo giorno di presenza del presidio permanente contro il genocidio in Palestina. Qualcuno potrebbe ironizzare sui numeri: una persona o poco più per ogni giorno di presidio! Vero, ma è anche vero che ieri sera il piccolo presidio quotidiano che ha mantenuto vivo, per quanto possibile, lo sguardo su ciò che avviene a Gaza e in Cisgiordania (e pure in tutta la Palestina e in genere il Medio Oriente) durante questa torrida e distratta estate si è comunque moltiplicato per cinque o sei, grazie alla presenza di molti attivisti “storici” dell’estrema sinistra (da Rifondazione a Sinistra Anticapitalista e a Potere al Popolo) e di un certo numero di facce nuove. Pochi, purtroppo, gli attivisti palestinesi ed arabi (ed in genere non “autoctoni”). Molto “scenografico” il contributo delle attiviste di Extinction Rebellion (vedi foto in basso) che, a partire dalla loro piccola sfilata contro la caccia ed antispecista, hanno poi raggiunto il presidio in Largo Formentone. Gli interventi hanno sottolineato come il “cessate il fuoco” si in realtà in gran parte fittizio. La relativa riduzione delle aggressioni a Gaza è purtroppo compensata dall’aumento delle aggressioni dei coloni fascisti in Cisgiordania, totalmente impunite. Il senso di sgomento ed impotenza di fronte alla distruzione dei palestinesi iniziata con lo sciagurato pogrom del 7 ottobre 2023 non era ovviamente assente anche tra i pochi, testardi militanti del presidio permanente. Ma l’invito a non farsi scoraggiare di fronte al riflusso delle grandi mobilitazioni dell’autunno 2025 è stato ribadito da tutti gli interventi. Anche se non c’è stato un vero dibattito politico sulle prospettive (difficile comunque in un presidio in una piazza) bisogna rendere omaggio a quelle poche decine di persone che hanno “testimoniato”, con gli striscioni enormi e i loro corpi, che i crimini contro l’umanità (a partire da quelli contro i bambini) commessi dal governo fascio-sionista di Netanyahu non possono e non devono cadere nell’oblio.

Scopri di più da Brescia Anticapitalista
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.