5 marzo: in piazza contro la guerra senza se e senza ma
Condanniamo l’invasione dell’Ucraina scatenata dall’esercito russo e dal governo Putin e chiediamo l’immediato ‘cessate il fuoco’ e il ritiro delle truppe.

Esprimiamo solidarietà al popolo ucraino per il quale chiediamo protezione, assistenza e diritti, senza distinzione di lingua e cultura.

Siamo a fianco della società civile russa che, nonostante migliaia di arresti, continua ad opporsi alla guerra.

Siamo contro la Nato, le cui mire espansionistiche di questi decenni hanno contribuito a creare le condizioni perché la situazione precipitasse.

Chiediamo sicurezza condivisa, neutralità attiva, disarmo nucleare dall’Atlantico agli Urali.

Siamo contro la decisione del governo Draghi e dell’Unione Europea di inviare armi all’Ucraina, perché servono ponti e solidarietà fra i popoli e si costruiscono con diritti e democrazia, non con missili terra-aria e mitragliatrici.

Siamo contro la guerra senza se e senza ma.

Sono queste le motivazioni per le quali saremo in piazza. Sono le medesime motivazioni per le quali abbiamo ritirato l’adesione alla piattaforma della Rete Italiana Pace e Disarmo.

Siamo stati fra quelli che hanno spinto per una manifestazione nazionale unitaria da tenersi nel più breve tempo possibile e che hanno sostenuto la necessità di una piattaforma breve, chiara e inclusiva, che permettesse a tutte e tutti di sentirsene parte, portando poi in piazza ciascuno i propri contenuti e proposte.

La base condivisa su cui era stata redatta e diffusa la prima piattaforma teneva insieme la condanna dell’invasione dell’Ucraina da parte del governo e dell’esercito russo, il No alle mire espansionistiche della Nato, il No all’invio delle armi all’Ucraina. Per questo avevamo aderito con convinzione.

Tuttavia, ieri quella piattaforma è stata stravolta con un atto di forza di Cgil-Cisl-Uil, che hanno eliminato ogni riferimento alla Nato, alla solidarietà pacifista, al disarmo nucleare e all’invio di armi all’Ucraina. Un fatto inqualificabile nel merito e nel metodo.

Nel merito, perché senza tutti quei riferimenti la piattaforma diventa un sostegno di fatto alla cultura politica e ai provvedimenti bellici presi del governo Draghi (e questo era, a nostro avviso, l’intento sottaciuto). Nel metodo, perché si è utilizzata la legge del più forte (a proposito di cultura della guerra) per imporre interessi politicisti su una costruzione ampiamente condivisa di una manifestazione nazionale.

Abbiamo di conseguenza ritirato la nostra adesione alla piattaforma.

Sabato 5 marzo saremo in piazza, ancor più convinti di prima. Del resto le piazze sono di tutte e di tutti, non certo di qualche burocrazia politico-sindacale.

Ci saremo sicuri di essere in ottima e numerosa compagnia: quella di tutte le donne e gli uomini che da sempre sono contro la guerra senza se e senza ma.

E’ tempo di cura, non di profitti e di guerra.

ATTAC ITALIA