Scenari di guerra ritornano in Europa: nello scacchiere ucraino assistiamo a spostamenti massicci di truppe, armamento di civili, esercitazioni sui due fronti, accuse reciproche delle diplomazie. Sembra essere tornati all’epoca della guerra fredda con lo scontro diretto tra le massime superpotenze. La volontà espansiva della NATO si scontra con l’esigenza di sicurezza della Russia. Le minacce di ritorsioni sull’approvvigionamento energetico ricadono su decine di milioni di europei.
In tutto ciò la totalità delle forze politiche italiane, litigiose su tanti argomenti, concordano sul più acritico atlantismo senza il minimo accenno ai pericoli che incombono sul nostro paese, sede di numerose basi USA e NATO e con pericolosissimi depositi di armamenti nucleari.
Il movimento antimilitarista, che in altri tempi aveva raccolto decine di migliaia di manifestanti, sembra silente, frammentato, disperso, incapace di farsi sentire nella pericolosa fase che si prospetta.
l’incontro che proponiamo tende a riportare all’ordine del giorno le possibilità di ripresa dell’antimilitarismo nell’attuale circostanza, insieme alla necessità di approfondire l’analisi geo-strategica in rapida evoluzione.

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