L’ennesimo omicidio di classe: nelle piazze contro l’alternanza scuola-lavoro.

La morte di Lorenzo Parelli, di appena 18 anni, mentre lavorava gratuitamente in un progetto scolastico di formazione, in provincia di Udine, è la dimostrazione di quanto grave sia l’aziendalizzazione del sistema d’istruzione, la sua funzionalizzazione alle esigenze delle imprese.

La diffusione di percorsi obbligatori di alternanza scuola lavoro, PCTO [percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento], sistemi duali di formazione professionale, infatti, hanno portato e stanno portando centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi a lavorare in imprese e aziende, senza salari e senza diritti, nella maggior parte dei casi senza alcun reale senso e percorso formativo, semplice forza lavoro sfruttata come pura manovalanza. E così, come i lavoratori e le lavoratrici di questo paese, anche questi studenti e studentesse sono strutturalmente oggetto di incidenti anche mortali sul lavoro, per l’assenza di reali sistemi e protocolli di sicurezza, come di un efficace sistema di sorveglianza e controllo. Questo incidente fatale è infatti solo l’ultimo esempio di una lunga serie di infortuni, anche gravi e gravissimi, che hanno coinvolto negli ultimi anni studenti e studentesse coinvolti in questi percorsi. Come dei continui e ripetuti incidenti mortali, gravi e gravissimi che continuano a coinvolgere lavoratori e lavoratrici.

Come area #Riconquistiamotutto nella FLC esprimiamo vicinanza a Lorenzo, alla sua famiglia. Come area sindacale siamo al fianco di tutti gli studenti e le studentesse che in questi giorni hanno ripreso la mobilitazione contro l’alternanza scuola lavoro, il PCTO, gli stage e queste forme di sfruttamento oramai generalizzate, per uno studio svincolato dai rapporti di produzione capitalistici e da ogni logica di profitto. In particolare, poi, ringraziamo e abbracciamo gli studenti e le studentesse romane che domenica scorsa hanno deciso di dare subito una risposta di piazza a questa morte e alla condizione di sfruttamento che tutti loro subiscono, trovando incredibilmente la risposta repressiva della forza pubblica, le cariche e le manganellate in piazza del Pantheon mentre chiedevano giustizia e verità per la morte di un loro coetaneo, ottenendo tra l’altro il riconoscimento del loro diritto a manifestare sino alla sede del Ministero dell’Istruzione.

Per questo invitiamo i lavoratori e le lavoratrici della conoscenza, delegati/e e iscritti alla FLC, a sostenere, partecipare e costruire la giornata di mobilitazione di venerdì 28 gennaio, a cui ha aderito anche la FIOM nazionale e con cui si intreccia lo sciopero per gli istituti superiori indetto dal Cobas scuola, che ci auguriamo trovi la più ampia partecipazione. Dinnanzi ad un evento come la morte di Lorenzo, che si aggiunge alle centinaia di lavoratori e lavoratrici che ogni anno muoiono sul lavoro, non bastano però queste ore di sciopero o una semplice adesione alla mobilitazione studentesca. Serve riprendere la mobilitazione generale dei lavoratori e delle lavoratrici (non solo quelli della conoscenza), iniziata con le giornate di sciopero del 10 e 16 dicembre: serve cioè una vertenza generale unificante che imponga una svolta nelle politiche economiche e sociali di questo paese.

#RiconquistiamoTutto nella FLC

La morte di Lorenzo, venerdì scorso, a soli 18 anni in una carpenteria di Udine, pone a tutti/e il tema non più rinviabile della lotta per la sicurezza sul lavoro e contro l’alternanza scuola lavoro obbligatoria, un sistema che in questi anni ha legittimato su larga scala lo sfruttamento e l’utilizzo di lavoro gratuito e non sicuro in cambio di finalità educative nella stragrande maggioranza dei casi inesistenti.

Il sindacato territoriale FIM FIOM UILM ha indetto due ore di sciopero con assemblee in tutto il territorio; questo non basta, ma ci auguriamo sia un primo passo verso una inizia più incisiva e soprattutto che la mobilitazione si allarghi ad altri territori e ad altre categorie.

Sosteniamo gli scioperi e la mobilitazione dei movimenti studenteschi, lanciata per questo venerdì, 28 gennaio 2022, in tante città d’Italia: “di scuola non si può morire”.
Le cariche che i movimenti hanno subito domenica scorsa dalle forze dell’ordine sono un fatto gravissimo. Ragione in più per non lasciare loro soli in questa mobilitazione sacrosanta che riguarda insieme il mondo della scuola e il mondo del lavoro.

#RiconquistiamoTutto – opposizione in Cgil