Uno sciopero generale è necessario da tempo. Il governo Draghi, come Conte prima, ha gestito la pandemia e la crisi guardando soprattutto a produzione e profitti. Come area programmatica della CGIL lo chiediamo da tempo e per troppo tempo si è rimandato, per paura di metter in discussione gli equilibri di governo e per non rompere l’unità sindacale, in ogni caso lasciando le piazze alla paura e alla reazione dei movimenti novax.   

Così, Draghi e il suo governo hanno sbloccato i licenziamenti, bloccato la legge contro le delocalizzazioni, definito un PNRR ordoliberale che ristruttura il sistema produttivo con soldi pubblici e mette i servizi pubblici al servizio delle imprese, presentato una Legge di Bilancio espansiva (33 mld di euro) ma in continuità con le politiche precedenti. 

Così, oggi:   

• si torna alla Legge Fornero, con un aumento dell’età pensionabile e pensioni da fame; • si prevedono sgravi fiscali regressivi, che premiano soprattutto chi guadagna più di 50mila euro e si annullano per chi ha un reddito inferiore ai 15mila euro; 

• si riprende l’Autonomia Differenziata, rilanciando differenze in servizi e salario sociale; 

• non si prevedono interventi contro precarietà ed evasione fiscale o per l’occupazione.   

Per scuola, sanità e pensioni ci sono spiccioli: nonostante la pandemia abbia mostrato l’importanza di sistemi nazionali pubblici e universali, si confermano le politiche federaliste, non si espandono gli organici (a partire dalla sanità), non si recuperano i tagli degli ultimi decenni. D’altra parte, nel 2012 Draghi aveva dichiarato finito il modello sociale europeo: non si vede proprio come possa esser lui a rilanciare il salario sociale in Italia.   Proprio in questi mesi, poi, risale l’inflazione: i salari sono colpiti da fortissimi aumenti di bollette, carburanti e costo della vita. Questa è una politica di classe, quella dei padroni.   

Per questo si sciopera giovedì 16 dicembre! Uno sciopero indetto solo CGIL e UIL e apertamente contrastato da CISL. Uno sciopero che dovrebbe vedere il sostegno di tutti i sindacati e i movimenti conflittuali: nonostante il suo arrivo tardivo, questa è infatti oggi l’occasione per riaprire una dinamica di massa nelle piazze del paese.  

Questo sciopero è cioè un punto di partenza, che deve esser ripreso e approfondito nei prossimi mesi, per ABROGARE la Fornero e tornare ad una pensione adeguata con il retributivo; per far pagare la crisi ai ricchi ed ai padroni, con una revisione progressiva di tutta la tassazione (l’Irpef, di cui l’85% oggi è pagato dagli stipendi più bassi, ma anche su attività produttive, capitali e con una vera patrimoniale); per una riduzione d’orario a parità di salario, un piano straordinario del lavoro che garantisca occupazione per tutti/e; per una legge contro le delocalizzazioni e per la nazionalizzazione delle aziende in crisi (sotto controllo operaio), per un rilancio dei servizi pubblici universali (istruzione, sanità e trasporti), realmente uguali e accessibili per tutti/e (senza regionalismi e o autonomie differenziate).   

Allora scioperiamo il 16 dicembre, per rilanciare la lotta e una conflittualità diffusa. 

#RiconquistiamoTutto Area programmatica congressuale CGIL