Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Ai lavoratori e lavoratrici del Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze oggi in assemblea e presidio fuori la fabbrica.

Nonostante la nostra vertenza e lotta ci impegna ogni giorno ed ogni ora, in questi giorni siamo stati a Milano al fianco dei lavoratori della FedEx ed oggi saremo in piazza a Napoli, per una nuova iniziativa di lotta.

Abbiamo pensato di scrivervi un contributo per l’assemblea che si svolge al presidio permanente in fabbrica pur sapendo che avremo altri momenti per il confronto.

Sono state tante altre le occasioni dove già abbiamo chiarito perché un movimento di disoccupati, in quanto lavoratori inoccupati, ha come obiettivo generale quello della ricomposizione di classe e lavora incessantemente alla convergenza di quelle esperienze di lotta dentro e fuori i luoghi di lavoro.

Siamo stati presenti ai vari appuntamenti nazionali convocati dal Collettivo di Fabbrica e per questo vi ringraziamo della significativa vostra delegazione e della vostra partecipazione al corteo del 13 Novembre a Napoli contro la repressione ed in solidarietà ai disoccupati organizzati.

Per i disoccupati tutti è stato molto importante che insieme ai lavoratori e le lavoratrici del SiCobas, le rappresentanze del Movimento NoTav, gli RSU dell’Eletrolux e le tante altre realtà che abbiamo ricordato nel comunicato finale della manifestazione, ci fosse anche il vostro spezzone “Insorgiamo”. Un’indicazione che abbiamo portato avanti nella quotidianità da anni nella nostra città in tutte le iniziative di lotta e fuori ai magazzini a supporto dei picchetti e degli scioperi.

Non è un caso che l’oramai famoso “coro” della vostra lotta è diventato anche il nostro come avete potuto vedere fuori la Prefettura di Napoli, intonato per un’ora da tutta la piazza.

Dopo lo sblocco deciso dal governo Draghi, non si ferma la catena di licenziamenti collettivi per ragioni “economiche” (Gianetti Ruote, Gkn, Whirpool, e l’elenco non ha fine); per questo l’assemblea di oggi auspichiamo possa rafforzare l’indicazione di un collegamento reale di tutte quelle esperienze che su scala nazionale si stanno contrapponendo alla macelleria sociale voluta dai padroni e dal governo Draghi, nei fatti e non solo a parole, con la lotta e non con sterili proclami sui media.

Un collegamento che deve trasformarsi in forza organizzata, coordinata e unitaria secondo il tracciato del fronte unico di classe contro i padroni e il governo. Una forza organizzata che non può che concretizzarsi con l’ulteriore costruzione di un altro momento di sciopero unitario generale, in continuità con quello dell’11 Ottobre e che superi i perimetri che fino ad ora ci vedono costretti.

Un percorso da sviluppare su ogni posto di lavoro, città e territorio.

Senza questa prospettiva concreta, senza una strategia, un orizzonte ed un programma di lotta che tenga conto del contesto generale dello scontro di classe, le singole spinte di lotta sono destinate all’asfissia ed all’isolamento. Per questo è all’ordine del giorno, non più rinviabile, questa prospettiva.

La lotta degli operai Gkn è la nostra lotta per diverse ragioni:

1) Gli esiti di questa vertenza rappresenteranno un importante termometro dei rapporti di forza tra le classi nei mesi a venire.

2) Il collettivo di fabbrica della Gkn ha rappresentato in quest’anno e mezzo di pandemia una delle poche voci fuori dal coro capace nelle fabbriche metalmeccaniche di andare oltre le concezioni dei sindacati confederali.

3) Per il tentativo constante di unirsi concretamente alle battaglie portate avanti dai lavoratori della logistica, dei portuali, degli studenti ecc…, dando una prospettiva che vada oltre la lotta economica della singola vertenza assumendo carattere politico.

Per tutte queste ragioni, ed altre ancora, riteniamo fondamentale la costruzione di un vero e largo momento di confronto su scala nazionale per definire in tempi brevi un piano d’azione concreto e realmente unitario, fondato su obbiettivi chiari, praticabili e soprattutto condivisi, quindi non una lista della spesa delle rivendicazioni.

La nostra esperienza è quella di una lotta che rivendica salario e lavoro per i disoccupati, ma sa bene come sia centrale il costante lavoro per legarsi indissolubilmente ad una prospettiva più generale. Una prospettiva che nella pratica si traduce nella pratica dell’obbiettivo: individuare e colpire i punti deboli del nemico di classe, gli spostamenti materiali delle merci, della produzione e, quindi, del ciclo del profitto.

Non sappiamo quali possano essere i tempi, né possiamo minimamente indicare noi quali siano i passaggi essendoci altri organismi e momenti che dovranno indicarli.

Ma ribadiamo che ci siamo, ci siamo mettendo a disposizione le forze che abbiamo, parziali e limitate sicuramente, per una mobilitazione nazionale a Roma, ma questa deve porsi l’obbiettivo di saldare in un unica grande lotta i licenziati Gkn con quelli di FedEx, di Texprint, di Alitalia, di Whirlpool, ecc…, ed anche la nostra come disoccupati organizzati per la costruzione reale del percorso per un vero sciopero generale insieme alle altre forze sindacali di classe.

Ci siamo per sostenere da subito un percorso per uno sciopero che deve avere sicuramente la capacità di sfidare tutti ed all’incalzare i settori di lavoratori interni anche ai sindacati confederali ma che non può certo aspettare i tempi di chi lo sciopero non lo convocherà mai.

Saremo, come sempre, presenti dove possibile attraversando tutti gli appuntamenti che verranno convocati dalle forze che oggi vogliono costruire l’opposizione sociale e politica al Governo Draghi, anche quindi all’iniziativa “No Draghi Day” del 4 Dicembre, al netto delle considerazioni sulle modalità di costruzione, sapendo che serve però costruire uno spazio ancora più ampio e chiaro.

Non possiamo più aspettare o rispondere parzialmente con appuntamenti che non sono davvero frutto di una convergenza reale perdendo l’occasione di dare una risposta organizzata e generale così come richiede l’attacco che governi e padroni stanno portando avanti, con tutta la determinazione, al nostro fronte proletario.

Vi abbracciamo, ci vediamo presto.

A pugno chiuso!

Alla lotta!