Odg presentato alla Assemblea generale Cgil del 4 Novembre 2021. L’odg è stato votato in contrapposizione a quello della maggioranza. Qui il documento della segreteria approvato a larga maggioranza

In considerazione dell’attuale situazione generale del paese e registrata l’iniquità della Nota di aggiornamento al Def, l’AG della CGIL ritiene urgente dare prosecuzione alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori sui temi che già nelle scorse settimane sono stati al centro delle nostre rivendicazioni. 

La necessità della mobilitazione riguarda la mancanza di risposte da parte del Governo in tema di delocalizzazioni, crisi industriali e occupazionali, pensioni e abrogazione della legge Fornero, riforma degli ammortizzatori sociali, precarietà del lavoro, salute, sicurezza e morti sul lavoro, sistema degli appalti e dei subappalti, risorse e investimenti prioritari per il mezzogiorno,contrasto dell’evasione fiscale, difesa dei salari contro l’aumento dei costi energetici. 

Ancora denunciamo il mancato rinnovo dei contratti, a partire dai settori Pubblici scaduti oramai da quasi due anni e la riproposizione, seppure con un prossimo nuovo collegato alla manovra, dell’autonomia differenziata regionale.Per queste ragioni, si dà mandato alla segreteria nazionale di promuovere prima dell’approvazione della prossima legge di bilancio un pacchetto di ore di sciopero articolate a livello territoriale, nel mese di novembre e di indire da subito lo sciopero generale nazionale dell’intera giornata con manifestazione a Roma, anche da soli se non ci saranno le condizioni. 

Eliana Como, Adriano Sgrò, Gloria Baldoni, Serafino Biondo, Aurora Bulla, Saverio Cipriano, Savina Ragno, Luca Scacchi, Micol Tuzi, Mario Iavazzi

Dichiarazione di voto di Eliana Como

La situazione è complessa, ma la ragione per la quale abbiamo presentato questo ordine del giorno è semplice e lineare. La discriminante è lo SCIOPERO GENERALE. 

La ragione è semplice, ma non banale, come invece qualcuno ha provato a dire nel dibattito, facendoci passare come quelli che considerano lo sciopero un evento miracoloso e salvifico. Suvvia, non scherziamo: per nessuno lo sciopero è un feticcio. Certo che è solo l’inizio di una mobilitazione, certo che va costruito, certo che dobbiamo misurarci con la sua riuscita, certo che vanno fatte le assemblee, se è per questo le assemblee avevamo detto che andavano fatte già a settembre, ve lo ricordate?. 

Il punto discriminante è se pensiamo o no che serva ora lo sciopero, prima che la legge di bilancio sia approvata. Non come possibilità futura, da non escludere anche se non si ha nemmeno la forza di scrivere la parola. Lo sciopero non ci servirà a sconfitta avvenuta (questo sì che sarebbe uno sciopero testimoniale) o addirittura, come è stato detto nel dibattito, per la finanziaria del 2022. Il punto è se siamo disposti oggi a iniziare questo percorso. Oggi, non domani, perché in realtà come ho tentato di argomentare nel mio intervento, è già tardi (qui l’intervento completo di Eliana Como). Il punto è se pensiamo che ci siano le condizioni per farlo e soprattutto se pensiamo di essere disposti a farlo anche da soli, se – come a me pare ovvio – Cisl e Uil non ci stanno. 

Su questo abbiamo idee diverse. Noi pensiamo che ora sia necessario, anzi urgente, costruire le condizioni per avviare un percorso reale di mobilitazione e di sciopero generale, per non lasciare soli i lavoratori e le lavoratrici. Non farlo è un errore, non verremo capiti e lo pagheremo, come abbiamo pagato quelle 3 ore di sciopero fatte per la Fornero nel 2011.