Gianni Sartori

Tra i soldati iracheni appena arrivati – non richiesti – nella regione yezida di Shengal ci sarebbero – rimanendo in attesa di ulteriori conferme – anche militari turchi. L’inquietante questione è stata sollevata da Felknas Uca, deputata curdo-yezida e co-presidente della commissione di politica estera di HDP.
La notizia proviene dagli abitanti del villaggio di Gir Zerik ( a sud-est di Shengal) i quali avrebbero sentito alcuni soldati parlare in lingua turca.
Una possibile collaborazione turco-irachena per reprimere definitivamente l’autodeterminazione di curdi e yezidi a Shengal?
Fermo restando che comunque era già fonte di preoccupazione legittima la presenza – in aumento – delle truppe irachene.
Insieme all’altro co-presidente della commissione di politica estera di HDP – Hisyar Özsoy – Feleknas Uca ha voluto richiamare il governo iracheno al dovere di dialogare con la popolazione e di riconoscerle il diritto di mantenere la propria organizzazione, sia di autonomia amministrativa che di autodifesa.
In particolare, ha dichiarato “noi sosteniamo il diritto legittimo della popolazione yezida di Shengal, già vittima di oltre settanta massacri di massa nel corso della storia, a garantire la propria sicurezza. Il diritto della legittima difesa non rappresenta una minaccia per l’integrità dell’Irak, ma una garanzia per chi è costantemente minacciato”.
Regione ancora contesa, quella di Shengal. Con un futuro che dovrebbe dipendere dalle scelte democratiche della popolazione stessa, non dai dettami di Stato. Tantomeno dall’attuale esibizione di forza e dagli interventi militari, congiunti o meno.
Gianni Sartori