Arrivato alla mia veneranda età, dopo mezzo secolo di impegno politico, ho deciso di vuotare il sacco: ho sempre fatto il gioco della destra, e se la sinistra in Italia è ridotta così male è tutta colpa mia (e degli altri 4 gatti che condividevano le mie idee)!

Quando ero uno studentello imberbe, militante di Avanguardia Operaia, il mio amico Beppe (detto Josif Giugashvili al bar del Violino) militante del PCI, fan di Berlinguer, mi ripeteva continuamente che facevo il gioco della DC (e quindi della destra). Qualche anno più tardi (ero entrato da poco nei GCR-Quarta Internazionale), Beppe, entusiasta della politica berlingueriana del compromesso storico con la DC, mi rimbrottava perché mi opponevo al governo di unità nazionale (con la DC), dicendomi che facevo il gioco della destra DC (il cui principale esponente, l’ineffabile Andreotti, era il capo del governo). Quasi vent’anni dopo, quando nacque il governo “tecnico” di Lamberto Dini (sì, quello che portò il periodo per andare in pensione dai 35 ai 40 anni) e io mi opponevo, Beppe, entrato nel frattempo nel PDS, seduto con me a bere un pirlo con l’aperol (eravamo già grandicelli) mi sgridava con forza, dicendo che così facevo il gioco della destra (e il nuovo spauracchio era il Berluska). Tre anni dopo, nel 1998, sempre nello stesso bar a bere un rosso, Beppe, nel frattempo aderente ai DS, incazzatissimo, mi urlava nelle orecchie che, opponendomi al governo Prodi, non facevo altro che favorire la destra (sempre il solito Berluska & C.). Otto, nove anni dopo, ormai un po’ ingrigiti, davanti ad un rum d’annata, il buon Beppe digrignava i denti di fronte alla mia opposizione al governo Prodi 2, apostrofandomi con il classico “Ma non ti accorgi di fare il gioco della destra? Vuoi proprio far vincere Berlusconi?” Nel 2011, Beppe, iscritto al PD, reagiva indignato alla mia opposizione al governo “tecnico” di Monti-Fornero (sorretto da PD, Berlusconi, Meloni, ecc.), ovviamente accusandomi di fare il gioco della destra. Quando gli facevo notare, umilmente, che la destra stava appoggiando lo stesso governo che lui difendeva, sottolineava il fatto che comunque la Lega Nord si opponeva a Monti. E quindi, logicamente, facevo il gioco della destra leghista. Nel 2019 io e Beppe, ormai calvi, abbiamo litigato perché mi opponevo al governo Conte bis: chiaramente facevo il gioco della destra (Salvini-Meloni e l’evergreen Berlusconi, ovvio) con la mia ottusa opposizione “ideologica”. Stasera ho bevuto l’aperitivo con Beppe: me ne ha dette di cotte e di crude perché mi oppongo al governo Draghi. Visto che la destra è quasi tutta con Draghi (Berluska e il Salvino in testa), insieme al partito del mio amico Beppe, ha giustamente additato al pubblico ludibrio la mia sudditanza nei confronti della vispa teresa melona, che, a quanto pare, si opporrà pure lei, come il sottoscritto, alla nuova “unità nazionale” versione XXI secolo. Sto pensando di scrivere un accorato appello alla vispa teresa, pregandola di non sottrarsi al dovere patriottico di appoggiare Draghi. Non tanto per la governabilità. Quanto per poter bere in pace un aperitivo col vecchio Beppe.

Flavio Guidi