Oggi pomeriggio, a partire dalle 15,30, c’è stato il presidio dell’Assemblea dei Lavoratori Combattivi di Brescia, indetto nella stessa giornata dello sciopero generale della logistica promosso da SiCOBAS, SLAI Cobas e SGB. Circa 150 persone, in grande maggioranza lavoratori del SiCOBAS e dello SLAI COBAS (a Brescia non esiste il SGB) hanno partecipato all’iniziativa di protesta, a fianco di uno striscione appeso sul muro del Broletto che diceva “Se Confindustria muore, pazienza” (parafrasando la sciagurata frase del boss della Confindustria marchigiana che è uscita su tutti gli organi di stampa e le TV). Oltre ai lavoratori della logistica erano presenti delegazioni del circolo “G. Puletti” di Sinistra Anticapitalista (che aderisce all’ALC), di Rifondazione Comunista, del PCI, di Potere al Popolo. Lo scopo del presidio (che aveva chiesto inutilmente un incontro con il prefetto), oltre alle rivendicazioni più strettamente sindacali (è in ballo il contratto nazionale nel settore logistica) era protestare contro la gestione “padronale” (spalleggiata dai governi nazionale e regionali) della pandemia da COVID-19 e contro le politiche repressive nei confronti delle lotte dei lavoratori del settore (sono decine le denunce per picchetti, scioperi, ecc.). Numerosi gli interventi di lavoratori, di sindacalisti e di alcuni militanti “di partito”. Questa è la seconda mobilitazione centrale dell’ALC, dopo il picchetto di massa fuori dalla sede dell’AIB di novembre: un’altra tappa del percorso verso lo sciopero generale intercategoriale e nazionale previsto per il 29 gennaio. Domani si farà il bis, partecipando all’iniziativa della rete “Non sta andando tutto bene” in Piazza Vittoria alle 16,30.

Flavio Guidi