LA SECONDA FASE DELLA PANDEMIA È ANCHE PEGGIO DELLA PRIMA! Solo la lotta e l’autodifesa di lavoratori e lavoratrici può invertire la rotta!
Nella prima fase della pandemia, solo la denuncia della situazione drammatica da parte delle lavoratrici e dei lavoratori degli ospedali della Lombardia e dei pronto soccorso, le lotte dei lavoratori della logistica e gli scioperi spontanei di marzo nelle fabbriche metalmeccaniche imposero il parziale blocco delle attività produttive e limitarono l’ammalarsi e il morire di covid, sui luoghi di lavoro. Fosse stato per il governo Conte, per i Padroni e la giunta Lombarda responsabili della trasformazione della pandemia in strage, il bilancio sarebbe stato ancora più grave.
A conferma, nelle aziende le norme di sicurezza anticovid continuano ad essere violate, il numero dei contagi e dei morti taciuti o nascosti, la lotta dei lavoratori per la salute, resta una necessità vitale. Nella seconda fase della pandemia il governo Conte è riuscito a fare peggio, allineandosi completamente alle pressioni padronali per lasciare tutto aperto, concedendo il primato assoluto al profitto. Lasciando passare colpevolmente ‘la tregua estiva’, senza interventi efficaci in campo sanitario, scolastico, nei trasporti, di prevenzione da contagio nei luoghi di lavoro, in previsione della seconda ondata.
E Cgil, Cisl e Uil? Come in primavera, invece di difendere salute e salari, hanno rilanciato il percorso di un “nuovo patto sociale” con Bonomi e Confindustria. Di bloccare la produzione e di vera sicurezza sui posti di lavoro non se ne parla neppure.
Lavoratori, lavoratrici, questa crisi sanitaria ed economica non finirà presto. Contro padroni e governo, occorre ribellarsi, andare oltre le singole vertenze, organizzare una mobilitazione generale vera dalle fabbriche, da tutti i posti di lavoro, unire le lotte, coinvolgere le masse popolari, gli studenti, i disoccupati,
aggregare forze per lo scontro di classe necessario, per difendere lavoro salario salute sanità scuola sicurezza e vita. Con aumenti veri, riduzione dell’orario a parità di salario, per il controllo dei lavoratori sulla sicurezza, per forti assunzioni nella sanità. Per una patrimoniale del 10% su grandi capitali e patrimoni.
Per questo invitiamo lavoratori e lavoratrici, al di là delle proprie appartenenze sindacali e settoriali ad unirsi per costruire uno sciopero generale nazionale per il 29 gennaio, partecipando come parte di questo percorso, alla due giorni di mobilitazione nazionale del 18 e del 19 dicembre contro la politica criminale di Confindustria, governo Conte 2 e regione Lombardia.
a Brescia
venerdì 18 dic ore 15.30 presidio alla Prefettura
per la sicurezza al lavoro, contro i licenziamenti, contro la repressione delle lotte
sabato 19 dic ore 16.30 presidio piazza Vittoria per una sanità gratuita e garantita per tutti.
ASSEMBLEA LAVORATRICI E LAVORATORI COMBATTIVI – Brescia