1200 a Pau, 2000 a Chambéry, 6000 a Rennes, Tours e Montpellier, 5000 ieri a Nantes, migliaia a Tolosa in manifestazioni spontanee, più di 10.000 a Lione, 100-200.000 a Parigi, la mobilitazione della giornata è stata incredibile, come un enorme risveglio dopo mesi di confinamento politico.

C’era un grandissimo numero di giovani nei cortei, studenti, giovani dei quartieri popolari, ribelli alla violenza della polizia, al razzismo e, più in generale, alla situazione che stiamo vivendo. C’erano anche molti attivisti di varie organizzazioni, di tutta la sinistra, mentre a parte la CGT, la FSU e Solidaires, c’erano pochissime organizzazioni rappresentate, a parte naturalmente l’NPA, che era molto mobilitata ovunque. A Parigi, il suo spezzone ha riunito centinaia di persone, dinamiche, urlanti, cantanti. C’erano anche centinaia di giornalisti e avvocati, le cui convinzioni sono state colpite dal disegno di legge.

Il governo si trova ad affrontare una crisi politica scatenata dallo scoppio di contraddizioni: da un lato ha difeso la “libertà di espressione” in relazione all’omicidio di Samuel Paty, ma dall’altro ha dato alla polizia piena libertà di reprimere, violare e mutilare. La legge della “sicurezza globale” completa questa politica, coerente con il razzismo di Stato.

Ma la violenza contro Michel Zecler, fortunatamente filmata, ha portato alla luce il ruolo della legge sulla “sicurezza globale”: rafforzare l’impunità della polizia.

Costruire questo movimento per vincere
La mobilitazione della giornata è fantastica, dimostra che le reazioni sono possibili di fronte a questo potere. Nei prossimi giorni, in tutti i quartieri, organizziamoci per rimandare. Riunioni unitarie, assemblee di quartiere, nei luoghi di lavoro o di studio, manifestazioni locali davanti a stazioni di polizia, prefetture o municipi, dobbiamo accelerare la costruzione di un movimento di massa.

Impedire il passaggio di questa legge deve essere il nostro obiettivo. E denunciare le politiche liberticide e razziste che si rafforzano e aprono la strada all’estrema destra. Filmare la violenza della polizia è il modo per proteggerci dalla violenza della polizia, è un elemento fondamentale della nostra autodifesa. Dobbiamo anche chiedere il disarmo della polizia e la fine di tutte le misure razziste, e ottenere la regolarizzazione dei migranti privi di documenti.

Dimissionare questo governo
L’unica risposta del potere alla crisi sanitaria, sociale ed ecologica che stiamo vivendo oggi è la repressione. Hanno dimostrato la loro incapacità di affrontarlo se non distribuendo miliardi alle grandi imprese, devono andarsene, a partire da Darmanin, il ministro degli Interni, che sta seguendo le orme di Castaner, nelle politiche liberticide.

È giunto il momento di una mobilitazione generale contro questo governo.

https://fb.watch/22TIH88gP-/

La diretta con all’inizio il filmato dello spezzone NPA