Sabato scorso si è svolta, on line, la prima assemblea regionale di Toscana a Sinistra, il progetto politico che sarà presente alle prossime elezioni regionali con candidato presidente Tommaso Fattori e frutto della collaborazione tra organizzazioni politiche come Sinistra Anticapitalista, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo oltreché di liste di cittadinanza, di associazioni, movimenti, di donne e uomini protagonisti di vertenze sociali e ambientali. Oltre centocinquanta partecipanti, con una quarantina di interventi qualificati. Un bello spaccato rappresentativo, geograficamente, di tutta la Toscana e politicamente di larghissima parte di quanto si muove a sinistra del PD e all’opposizione del governo regionale guidato da Enrico Rossi.

Già cinque anni fa Sì Toscana a Sinistra, una esperienza unitaria e alternativa al Centro-Sinistra, raggiunse l’importante obbiettivo politico di eleggere due consiglieri regionali, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, cogliendo anche un più che lusinghiero risultato di consensi (6.27%).

Quel processo è andato avanti, con tanto impegno ma anche con limiti e difficoltà, presentandosi oggi ampliato, rinnovato, arricchito e radicalizzato, anche in ragione del fatto che la crisi e la pandemia hanno messo ancor più a nudo le deficienze e le miserie del modo di produzione capitalistico e di tutte le politiche che ne sono espressione.

Sinistra Anticapitalista partecipa e sostiene sin dalle origini a questo progetto che oggi trova ancora maggior forza, per ragioni che riguardano la necessità di costruire una resistenza e una alternativa alle diverse varianti di quell’unico modello sociale voluto da Rossi, Giani, Conte, Grillo e Zingaretti e che obbedisce ai disegni di Confindustria.

L’opposizione a queste politiche e a queste forze non può essere lasciata né alla destra populista né a quella nostalgica e l’alternativa non può che essere di sinistra e radicale rispetto al sistema esistente.

Come Sinistra Anticapitalista pensiamo che (nel mondo, in Italia, in Toscana) ci sia l’assoluta necessità di una proposta politica in grado di indicare un’alternativa di società che noi definiamo Ecosocialismo, così come il movimento che sta crescendo e che si batte per questa prospettiva.

Nel documento politico presentato e nel programma su cui stiamo lavorando, assieme a tutti gli altri, come Toscana a Sinistra si confermano cinque punti per noi fondamentali

  1. la critica radicale al modello economico esistente
  2. l’impegno per un orientamento della ripresa verso l’eguaglianza sociale e la conversione ecologica delle produzioni
  3. il riconoscimento dell’importanza dell’intervento pubblico nei servizi, nei beni comuni ma anche nelle attività produttive
  4. la fiducia nel fatto che cambiare le cose sia possibile, qui ed ora, e che si possa avviare da subito questo processo, proprio in Toscana.
  5. l’alterità di questo progetto, non solo alla destra ma anche al PD e ai 5 Stelle e il rifiuto di ogni alleanza e giochetto, magari mascherati di civismo.

Inoltre riteniamo e su questo siamo fortemente impegnati, che la sinistra di classe e la sinistra alternativa debbano tornare ad avere un peso effettivo non solo nelle lotte sindacali, nel conflitto sociale, nelle lotte per i diritti civili e nel mutualismo, ma anche nello scenario politico del paese.

Questo è necessario in ragione della presenza e del radicamento che, complessivamente, queste forze hanno in tutto il paese e tenuto conto della distanza che separa dalle lavoratrici, dai lavoratori e dalle masse popolari tutti i partiti che stanno col governo, anche quelli che ancora vengono definiti di sinistra.

Il divario esistente deve essere colmato, nella scena politica nazionale attraverso la costruzione di campagne unitarie contro le politiche antipopolari del governo, a partire da quelle prospettate dagli Stati generali di Conte.

Per questa scadenza elettorale, oggi, registriamo in Toscana che marxisti rivoluzionari, liste di cittadinanza, comunisti, civismo di sinistra e ambientalismo partecipano al progetto politico di Toscana a Sinistra lasciando aperte tutte le interlocuzioni con tutte quelle forze, quelle realtà e quelle individualità di sinistra con le quali, nel tempo, si è aperto un confronto.

Per questo insieme di motivi Sinistra Anticapitalista, Ecosocialista, Femminista e Rivoluzionaria riconferma la sua partecipazione e appartenenza al progetto politico antiliberista, democratico, inclusivo e partecipativo di Toscana a Sinistra, anche perché questo progetto trova oggi sintonia con quell’insieme di mutamenti in atto in diverse parti del mondo che potrebbero anche avviare un processo di trasformazione economica, politica e sociale che vada ben oltre i confini della regione e del paese.

Sinistra Anticapitalista – Circoli della Toscana