Pubblichiamo un rapporto statistico del centro studi dell‘Associazione Industriali Bresciani sulla presenza delle multinazionali non italiane nella provincia di Brescia. I padroni giustamente analizzano al meglio la società per poterla meglio governare. Utile lettura. Di seguito la presentazione dal sito AIB e i link ai documenti.

Le multinazionali estere rappresentano un fenomeno decisamente rilevante per l’economia bresciana. Lo rileva “Brescia Internazionale”, l’indagine sulle multinazionali estere presenti nel territorio provinciale, realizzata dall’Ufficio Studi e Ricerche AIB tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 e costituita da due sezioni: il censimento e l’indagine sul campo. Il censimento ha riguardato esclusivamente le realtà manifatturiere (sia associate che non associate ad AIB) con forma giuridica “società di capitali”, con un fatturato superiore a 1 milione di euro. I numeri raccolti sono riferiti sia alle partecipazioni di controllo, sia a quelle minoritarie, ma sopra il 25%. L’indagine sul campo ha invece consentito di fornire un quadro informativo ricco e dettagliato sulle multinazionali relativamente ai temi del rapporto con il territorio, l’innovazione, il capitale umano e le indicazioni di policy.

Dal censimento emerge come, in provincia, siano presenti 103 imprese locali a partecipazione estera, in grado di produrre un fatturato pari a 3,6 miliardi di euro, un valore aggiunto che si aggira intorno ai 918 milioni, e un totale di quasi 9.700 addetti. Nonostante rappresentino solamente il 2,1% della popolazione di riferimento, incidono per il 10,0% dei ricavi complessivamente generati dalla manifattura bresciana, per il 10,3% del valore aggiunto e per l’8,8% in termini di addetti.

Gli investitori esteri provengono principalmente dall’Unione Europea, con 52 imprese partecipate e quasi 4.500 addetti. Seguono l’America settentrionale (25 imprese con 2.511 addetti) e l’Asia (14 imprese con 1.778 addetti). Tra i singoli paesi di provenienza, è la Germania a ricoprire la prima posizione, con 26 aziende partecipate e quasi 2.400 addetti, seguita dagli Stati Uniti (23 imprese, 2.334 addetti). Dal punto di vista settoriale, i comparti metalmeccanici risultano i più interessati dal fenomeno: al primo posto, macchinari e apparecchiature (25 imprese partecipate con 2.154 addetti), seguiti da chimico, gomma e plastica (16 realtà produttive con 1.454 addetti) e prodotti in metallo (16 aziende con 1.047 addetti).

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