Protesta in porto a Genova per l’arrivo della nave cargo saudita Bahri Yanbu accusata da molte associazioni di trasportare anche materiale bellico e per questo contestata in molti porti europei dove le viene impedito di caricare e scaricare attrezzature per uso militare. Da questa mattina il Collettivo autonomo lavoratori portuali e diversi volontari di associazioni come Amnesty International sono in presidio contro l’arrivo del cargo. I manifestanti hanno bloccato il varco Etiopia, che consente di accedere al terminal Gmt dove dovrebbe attraccare la nave. La nave, dopo le proteste dello scorso maggio che impedirono di caricare alcuni materiali, per lo spedizioniere di uso civile, per le associazioni di uso civile, caricherà a Genova solo materiali civili. Ma il problema, secondo gli organizzatori della protesta, è un altro: anche se dopo la mobilitazione di maggio la Bahri a Genova non carica più armi, nella sua pancia ci sono armamenti ed esplosivi destinati alla guerra in Yemen. Non solo: la legge 185/1990 vieta espressamente non solo il traffico di armi verso i Paesi che come l’Arabia Saudita in Yemen sono accusati di non rispettare i diritti umani, ma anche il transito di questi armamenti. Alla mobilitazione non partecipa questa volta la Cgil, che ha scelto venerdì una protesta politica in Prefettura per chiedere l’intervento del Governo. Partecipano invece il coordinamento delle sinistre di opposizione di Genova (Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Anticapitalista, Resistenze Internazionali, Rifondazione Comunista), Amnesty international, Emergency e i sindacati Usb e Si.Cobas. Nel pomeriggio il presidio si è sciolto.

ANSA