Nel 2019 a Brescia si blocca la crescita della produzione delle imprese manifatturiere: la variazione complessiva è nulla (0,0%), in controtendenza rispetto a quelle registrate nel 2018 (+2,9%) e nel 2017 (+3,3%). Si tratta di un rallentamento legato alla congiuntura nazionale e internazionale dovuto a molteplici, noti, fattori di incertezza: dalla frenata del commercio internazionale, ai dazi, alle tensioni geopolitiche, alla Brexit e al rallentamento della Germania, principale partner dell’industria bresciana.

Nel periodo tra ottobre e dicembre 2019 la variazione della produzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (tendenziale) è risultata negativa (-1,4%), peggiore di quella del periodo precedente (-0,9%). Si tratta del secondo dato negativo consecutivo dal terzo trimestre del 2013. Nel dettaglio, la produzione industriale evidenzia una crescita congiunturale (sul trimestre precedente) di +1,3%. La variazione trasmessa al 2020 è pari a -1,2%: ciò sta a indicare che la crescita nell’anno in corso è già in parte compromessa da un valore negativo, conseguenza del progressivo raffreddamento del quadro ciclico del made in Brescia lungo tutto il 2019. Il recupero dai minimi registrati nel terzo trimestre 2013 si attesta a +14,0%, mentre la distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) risulta pari a -21,5%.

Per l’artigianato manifatturiero il quarto trimestre si chiude con una dinamica congiunturale negativa della produzione (-1,6%) e del fatturato (-1,5%). In flessione anche gli ordini che decrescono rispetto al terzo trimestre dello 0,3% e l’occupazione che segna -0,9%. Il confronto rispetto al quarto trimestre del 2018 conferma il trend negativo: la produzione segna una riduzione del 2,3%, il fatturato e gli ordinativi una diminuzione più intensa pari, rispettivamente, al -4,6% ed al -3,7%.

L’andamento per settore (dell’industria)
▪ Abbigliamento
La produzione industriale del settore è aumentata dello 0,5% rispetto al terzo trimestre. La variazione tendenziale è pari a +0,6%. Anche i consumi energetici hanno registrato una crescita dello 0,5%. Le vendite sono aumentate sul mercato interno, diminuite sui mercati UE e rimaste invariate sui mercati extra UE. I costi di acquisto delle materie prime e i prezzi di vendita dei prodotti finiti non hanno subito variazioni. Le prospettive a breve termine sono favorevoli per la produzione e gli ordini dall’interno, stazionarie per le altre variabili considerate.
▪ Agroalimentare e caseario
Gli operatori del settore evidenziano un incremento della produzione dello 0,9% sul periodo precedente; la variazione tendenziale è negativa (-2,7%). I consumi energetici sono cresciuti dello 0,2%. Le vendite sono aumentate sul mercato interno e sui mercati UE; sono rimaste stabili sui mercati extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dello 0,2% e i prezzi di vendita sono diminuiti dello 0,1%. Le aspettative a breve sono favorevoli per tutte le variabili oggetto dell’indagine, ad eccezione della manodopera attesa stabile.
▪ Calzaturiero
L’attività del settore registra una crescita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente; la variazione tendenziale è negativa (-2,8%). Anche i consumi energetici sono aumentati dello 0,1%. Le vendite sono calate sia sul mercato interno che sui mercati esteri. I costi di acquisto delle materie prime e i prezzi di vendita dei prodotti finiti non hanno subito variazioni. Le previsioni a breve sono favorevoli per la produzione, la manodopera e gli ordini dall’interno; negative per gli ordini dall’estero.
▪ Carta e stampa
Gli operatori del comparto registrano un aumento della produzione del 3,0% sul trimestre precedente; la variazione tendenziale è negativa (-1,3%). I consumi energetici sono cresciuti come la produzione. Le vendite sono aumentate in Italia, rimaste invariate nella UE e diminuite sui mercati extra UE. I costi di acquisto delle materie prime non hanno subito variazioni, mentre i prezzi di vendita sono calati dello 0,6%. Le prospettive a breve sono sfavorevoli per tutte le variabili considerate, ad eccezione degli ordini dai Paesi UE attesi stabili.
▪ Chimico, gomma e plastica
La produzione del settore è diminuita dello 0,8% rispetto al terzo trimestre: la variazione tendenziale è di -1,7%. I consumi energetici sono variati come la produzione. Le vendite sono calate sul mercato interno e sui mercati extra UE; sono rimaste stabili sui mercati UE. I costi di acquisto delle materie prime sono diminuiti dell’1,4% e i prezzi di vendita dello 0,7%. Le prospettive a breve sono sfavorevoli per tutte le variabili oggetto dell’indagine.
▪ Legno e mobili in legno
La produzione del settore è aumentata dello 0,2% sul trimestre precedente: la variazione tendenziale risulta pari a -1,6%. I consumi energetici sono aumentati nella stessa misura della produzione. Le vendite sono cresciute sul mercato interno, calate sui mercati UE e rimaste invariate sui mercati extra UE. Sia i costi di acquisto delle materie prime che i prezzi di vendita dei prodotti finiti sono diminuiti dello 0,2%. Le prospettive a breve sono favorevoli per la produzione e gli ordini dall’interno, stazionarie per le altre variabili.

▪ Maglie e calze
La produzione è cresciuta dell’1,1% nei confronti del periodo precedente; la dinamica tendenziale è positiva (+2,8%). Anche i consumi energetici sono aumentati dell’1,1%. Le vendite sono cresciute sia in Italia che sui mercati esteri. I costi di acquisto delle materie prime e i prezzi di vendita dei prodotti finiti non hanno subito variazioni. Le aspettative a breve termine sono favorevoli per tutte le variabili oggetto dell’indagine, ad eccezione della manodopera attesa stabile.
▪ Materiali da costruzione ed estrattive
Le imprese del settore evidenziano un aumento congiunturale dello 0,6%; rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso la tendenza è positiva (+6,4%). I consumi energetici sono variati nella stessa misura della produzione. Le vendite sono aumentate in Italia, rimaste stabili sui mercati UE ed extra UE. I costi di acquisto delle materie prime e i prezzi di vendita non hanno subito variazioni. Le prospettive a breve termine sono sfavorevoli per tutte le variabili considerate.
▪ Metallurgico e siderurgico
Gli operatori del comparto rilevano un incremento dell’attività produttiva (+4,8%) sul trimestre precedente; la variazione tendenziale è di -0,8%. I consumi energetici sono cresciuti del 4,9%. Le vendite sono aumentate sul mercato interno e sui mercati extra UE; sono diminuite sui mercati UE. I costi di acquisto delle materie prime sono calati dell’1,4% e i prezzi di vendita dello 0,9%. Le aspettative a breve sono favorevoli per la produzione e gli ordini dall’estero; negative per le altre variabili.
▪ Meccanica di precisione e apparecchiature elettriche
L’attività produttiva del settore ha evidenziato una crescita congiunturale dello 0,5%; il tasso tendenziale è negativo (-2,8%). I consumi energetici sono calati dello 0,3%. Le vendite sono aumentate sia in Italia che sui mercati esteri. I costi di acquisto delle materie prime non sono variati e i prezzi di vendita sono diminuiti dello 0,1%. Le prospettive a breve termine sono favorevoli per produzione e ordini dai Paese UE; sostanzialmente stabili per manodopera, ordini interni e dai Paesi extra UE.
▪ Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto
Il settore ha riportato una variazione congiunturale positiva della produzione (+1,2%). La variazione tendenziale è pari a -2,0%. I consumi energetici sono cresciuti dello 0,5%. Le vendite sono diminuite sia in Italia che sui mercati UE ed extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti dello 0,3% e i prezzi di vendita sono calati dello 0,1%. Le previsioni a breve termine sono stazionarie per la produzione; negative per la manodopera e gli ordini dall’estero; positive per gli ordini dall’interno.
▪ Tessile
L’attività produttiva del comparto ha riportato una crescita dell’1,1% nei confronti del trimestre precedente; il tasso tendenziale registra una variazione negativa (-2,0%). I consumi energetici sono aumentati dell’1,3%. Le vendite sono cresciute in Italia e sui mercati extra UE; sono calate sui mercati UE. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dello 0,3%, i prezzi di vendita dei prodotti finiti non hanno subito variazioni. Le aspettative a breve sono sfavorevoli per la produzione e gli ordini dall’estero; favorevoli per la manodopera e gli ordini dall’interno.

L’Indagine viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero.

Ufficio Studi e Ricerche AIB