Si infiamma di colpo la situazione nel Salvador. Senza maggioranza, senza alcun deputato in Parlamento ma artefice di una vittoria schiacciante nel febbraio del 2019, il giovane presidente della destra cristiana Nayir Bukele, classico politico popolare millennial di 38 anni, ha perso le staffe e si è presentato in Parlamento seguito dai soldati e dai poliziotti fortemente armati che lo hanno nei fatti occupato. L’opposizione, guidata dal FNLN, erede della guerriglia e al governo negli ultimi 8 anni, è rimasta attonita. La maggioranza dei deputati aveva già lasciato l’emiciclo per protesta ma i pochi che erano all’interno si sono alzati in piedi e qualcuno ha anche sollevato le mani in segno di resa.


 
Non ci sono stati arresti né spari. Ma il gesto, eclatante, ha fatto gridare “all’autogolpe”. Bukele dopo aver pregato Dio, ha ribadito la sua richiesta: entro una settimana il Parlamento deve approvare il disegno di legge per un prestito che rafforza con 109 milioni di dollari la sicurezza poliziesca e militare nel Paese.

Che uso ne farà è appena stato dimostrato. Si può governare un parlamento sotto minaccia delle armi.