Anche la Colombia risponde all’ondata di rivolte contro le politiche neoliberiste che sta coinvolgendo l’interno continente latinomericano: una mobilitazione partita dal basso anche in questo paese e che non conosce precendenti storici recenti. A prenderne parte organizzazioni indigene, movimenti sociali, studenti e partiti di opposizione (compresa l’ex guerriglia Farc).

Una battaglia contro il Presidente Duque, eletto solamente un anno fa (e in caduta libera negli indici di gradimento) grazie al sostegno dei proprietari terrieri e  della classe imprenditoriale, alleato degli USA ed espressione di un programma di privatizzazioni e misure  a favore di ricchi e  grandi capitali, oltre che essere contrario a diversi punti dell’accordo di pace siglato con le Farc. 

La fine del consenso e le misure draconiane espresse nel cosiddetto “paquetazo”  hanno dunque portato alla chiamata dello sciopero generale del 21 novembre, che ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone. Un nuovo “Paro Nacional” adesso è previsto per il prossimo 4 dicembre.

Da Radio onda d’urto