Con l’avvicinarsi del 5 dicembre, la dichiarazione di sciopero – e in alcuni casi anche a oltranza – è sempre più diffusa nel settore privato. Una breve panoramica in tutta la Francia.

Si tratta di una questione fondamentale per lo sciopero: in che misura i ferrovieri e i tranvieri saranno affiancati nello sciopero a oltranza a partire dal 5 dicembre, da altri settori, in particolare nel settore privato? Per diversi giorni, dopo aver tentato invano impedire il conflitto, il governo si è concentrato sulla comunicazione che sarebbe stato uno “sciopero corporativo” per difendere i “regimi speciali”. Ma secondo i sondaggi la maggioranza della popolazione non si è fatta ingannare: secondo un’ultima indagine, il 66% degli intervistati trova lo sciopero “giustificato” e il 67% ritiene che la mobilitazione del 5 dicembre sia soprattutto una mobilitazione contro la riforma dell’intero sistema pensionistico e non solo per difendere i “regimi speciali”.

Mentre è ancora difficile dare una risposta definitiva sulla riuscita dello sciopero generale, molte indizi sembrano indicare una forte mobilitazione nel settore privato. “Abbiamo ricevuto più di 1000 dichiarazioni di sciopero nel settore privato in aree totalmente diverse”, dice David Gistau, segretario confederale della CGT.

Questa dichiarazione conferma le dichiarazioni di Philippe Martinez nella Grande Giuria, secondo cui la centrale sindacale della CGT ha ricevuto un numero insolito di informazioni per lo sciopero da parte di attivisti di aziende non sindacalizzate che chiedevano la loro possibilità di sciopero il 5 dicembre.

Nel settore privato, sembrano emergere volontà di lotta in diversi settori chiave che potrebbero portare a una forte mobilitazione. I camionisti, prima di tutto, ci saranno con la chiamata della CGT e della FO Transports per uno sciopero illimitato dal 5 dicembre. Nel settore dell’energia, la CGT FMNE (miniere ed energia), ma anche la CGT des Industries Chimiques e tre sindacati EDF (CGT, FO e Sud) hanno lanciato lo sciopero rinnovabile. Anche la federazione CGT Trade and Services proclama lo sciopero rinnovabile, a cui si uniscono la CGT Carrefour e Hippopotamus, ma anche Géant e Casino. Nel settore agroalimentare, più di 300 dichiarazioni di sciopero sono già stati lanciati a Carambar, Perrier e Harribo. Anche nel settore metallurgico sono già più di 200 i blocchi preannunciati.

A livello geografico, alcuni dipartimenti potrebbero essere particolarmente mobilitati. Nella regione parigina, mentre l’Ile-de-France intersyndicale non lancia un bando per uno sciopero rinnovabile e attende il 6 dicembre per “fare il punto della situazione”, nella Val-de-Marne (94) è stato lanciato un bando unitario (CGT, FO, Sud) per uno sciopero rinnovabile.
A Le Havre, secondo la pagina Facebook Mobilisation Havraise, che elenca i bandi di sciopero, si sta preparando la mobilitazione in diversi settori privati con la CGT Dresser-Rand, la CGT IRPI o la CGT CTPO, che già richiedono il rinnovo del contratto. E mentre Laurent Berger (segretario nazionale CFDT) fa numerosi appelli al “dialogo”, anche la sezione sindacale della CFDT IRPI chiede uno sciopero il 5 dicembre.

Così, a pochi giorni dal 5 dicembre, la prospettiva di uno sciopero significativo nel settore privato sembra sempre più all’ordine del giorno. Un legame di lotta pubblico-privato potrebbe gettare le basi per un confronto globale contro la politica governativa e la riforma delle pensioni. Inoltre, uno sciopero rinnovabile da parte di importanti settori privati, come le raffinerie, in collaborazione con la SNCF e la RATP, ma anche insegnanti e personale ospedaliero, potrebbe determinare un cambiamento qualitativo dell’equilibrio delle forze. In questo senso, è ovvio che l’atteggiamento della direzione della CGT, con i suoi viaggi di andata e ritorno a Matignon (sede del governo), non è il miglior viatico per preparare la lotta. Al contrario, si tratterebbe di prendere una direzione molto chiara, chiedendo apertamente uno sciopero ripetibile nazionale per dare un segnale chiaro al mondo del lavoro.

Per sconfiggere Macron e il suo mondo, si tratta di costruire uno sciopero generale. Per fare questo, sarà necessario generalizzare lo sciopero rinnovabile lavorando in ogni ramo e in ogni azienda .

Come si è arrivati allo sciopero generale:

Settembre dopo che la direttrice di una scuola materna si toglie la vita denunciando lo stato della scuola e della condizione di insegnante.

Molti si ritrovano in ciò che descrive. In qualche ora una petizione lanciata dai sindacati in poco tempo oltrepassa i 73.000 firmatari, che chiamano a scioperi e manifestazioni di fronte ai rettorati, il 24 settembre si svolge lo sciopero generale della scuola contro le riforme Blanquer e la distruzione del sistema pensionistico del mondo dell’istruzione.

Martedì 15 ottobre migliaia di vigili del fuoco (tra i 5 e i 10 mila secondo i sindacati), insieme al personale del pronto soccorso, manifestavano per le vie di Parigi in una mobilitazione nazionale pacifica che ha incontrato la feroce repressione delle forze dell’ordine con idranti, lancio delle famigerate “pallottole di gomma” (LBD) e l’abbondante uso di lacrimogeni.

Il settore era in agitazione da mesi per le scarse risorse, la carenza d’organico, i bassi benefit salariali in caso d’intervento e la possibilità di innalzamento dell’età pensionabile prevista dalla nuova riforma.

Mercoledì 16 ottobre avviene un incidente ferroviario nella regione delle Ardenne su un treno che viaggiava con il dispositivo EAS (équipement agent seuel), che significa che il macchinista è la sola persona della SNCF a bordo.

Il sistema interfono per parlare con i passeggeri e gli strumenti di comunicazione che permetterebbero al macchinista di parlare con i macchinisti degli altri treni, a causa del deragliamento, sono fuori uso. Il macchinista ferito è costretto a parlare direttamente con i passeggeri (una settantina di cui una parte anch’essi feriti) e ad usare sistemi “analogici” (torce e quant’altro) per impedire un ulteriore disastro, fino a fare un chilometro e mezzo a piedi per azionare i dispositivi di sicurezza in grado di prevenire una eventuale collisione con altri treni.

Molti macchinisti, paralizzano di fatto il traffico ferroviario per il fine settimana del 19-20 ottobre fino al lunedì, decidendo di esercitare il proprio “droit à la retraite” che permette di astenersi dal lavoro in caso di persistenza di un grave pericolo come prevede l’articolo L 4 131 – 1 del “codice del Lavoro” francese.

La reazione della direzione del SNCF e del governo, che accusano i ferrovieri di avere abusato di tale diritto, facendo di fatto “sciopero selvaggio”, è piuttosto viste le puntuali denunce che i lavoratori avevano fatto. L’azione dei lavoratori, nonostante i disagi creati, ha avuto un buon impatto sull’opinione pubblica, e hanno fatto fallire sia le maldestre giustificazioni della dirigenza ferroviaria che i tentativi di rappresaglia di parte governativa.

Il 14 novembre c’è stata una grande giornata di mobilitazione di tutto il personale ospedaliero dopo la “marcia funebre” del 28 ottobre. La protesta, che ha investito per sette mesi il personale del pronto soccorso, si è estesa a tutto il personale ospedaliero, a causa della cronica mancanza di fondi destinati dal governo al settore (con gravi ripercussioni sui cittadini) e della sordità dimostrata nell’accogliere le richieste del coordinamento inter-ospedaliero formatosi nel corso della lotta.