A sorpresa oggi al Diario Financiero il presidente degli industriali cileni ammette che le politiche promosse dai governi e dalle industrie hanno causato il grave malessere sociale che è esploso in questi giorni. Pensano che sia un avviso per tutto il mondo e che sia necessario un cambio di politiche economiche.

Il parlamento cileno intanto ha posto all’ordine del giorno immediato la legge per la riduzione dell’orario di lavoro.

Solo pochi della estrema destra accusano il Frente Amplio, la sinistra. Cilena, di essere dietro alle manifestazioni, per la paura neanche tanto nascosta di far identificare le proteste con la sinistra.

Un senatore di centro ha fatto una rivelazione sconcertante: venerdì mattina aveva saputo che “gruppi non identificati, ma ben organizzati” stavano per bruciare tutte le stazioni della Metropolitana, di averne dato immediata comunicazione alla presidenza della repubblica che nulla ha fatto.

I minatori di “Escondida” la più grande miniera del mondo di rame, al cambio turno delle 8 ora locale hanno iniziato uno sciopero totale.

Hanno dichiarato “Siamo parte di un popolo che non ne può più e che esige un cambiamento reale”

Poco dopo il sindacato dei minatori ha proclamato lo sciopero di tutte le miniere.

Il coprifuoco come lo stato d’assedio sembra non funzionare. Tutte le manifestazioni sono vietate e dopo le 20 non si potrebbe uscire di casa. Le manifestazioni dilagano spesso anche nelle ore serali.

L’esercito comincia sparare, 3 morti da colpi d’arma da fuoco e un giovane ucciso travolto da un camion della marina durante una carica.

Le organizzazioni studentesche hanno comunicato che ormai siamo in guerra, il governo ci ha dichiarato guerra!

Domani mercoledì lo sciopero generale.