(mi pare giusto ricordate la “prima battaglia di Wounded Knee” iniziata il 27 febbraio 1973 – Claudio)

Il 27 febbraio 1973, i militanti dell’AMERICAN INDIAN MOVEMENT (AIM) insieme ad alcuni Lakota Oglala (Sioux) occupano gli uffici direttivi di Wounded Knee, dentro la riserva di Pine Ridge. Lo fanno per protestare sia contro il regime di vero e proprio terrore instaurato da Dick Wilson, il corrotto presidente del Consiglio Tribale, e dalla sua milizia privata paramilitare. Che contro la politica del governo federale riguardante le nazioni dei nativi americani. L’assedio dura 71 giorni; durante i quali i federali fecero piovere sul villaggio occupato più di 500.000 pallottole. I militanti si arresero l’8 maggio e sparirono in barba alle autorità e ai loro cani da guardia.

La località di Wounded Knee era già nota per un’altra data: il 29 dicembre 1890. L’esercito degli Stati Uniti massacrò fra i 300 e i 350 appartenenti alla tribù Lakota Miniconjou. Pochi furono i superstiti della strage. Fu l’ultimo grande massacro dell’etnocidio che si sviluppa in America del Nord a partire dalla scoperta da parte degli Europei. Da quel massacro finale, inizia un’ aggressiva politica di assimilazione messa in atto dall’amministrazione americana, attraverso la scolarizzazione forzata delle popolazioni superstiti. Più di 100.000 bambini indiani saranno inviati in collegi organizzati appositamente. Una vera e propria deportazione che durerà fino agli anni Sessanta. Un’educazione violenta per essere sottomessi ai valori dei conquistatori. Si trattava, di fatto, di proseguire il massacro degli Indiani attraverso la distruzione delle culture originarie dei pochi sopravvissuti.

L’AIM è un gruppo politico che partecipa attivamente ancora oggi al movimento americano dei diritti civili. E’ nato, non a caso, nel 1968, a Minneapolis in Minnesota, come risposta organizzata alle brutalità poliziesche. Si tratta di un’organizzazione di autodifesa, vicina al Black Panthers Party. Alcuni militanti del BPP parteciparono attivamente alla creazione del gruppo. Qualche settimana prima dell’occupazione di Wounded Knee, l’organizzazione si era già fatta conoscere per l’incendio di un tribunale in una cittadina vicino alla riserva. Un giudice del tribunale bruciato, malgrado le prove evidenti,  aveva, infatti, incolpato un “bianco” uccisore  di un nativo americano, non di assassinio volontario, ma di omicidio colposo. Questa prima azione farà conoscere l’AIM ai capi locali di Pine Ridge.

Agli inizi degli anni Settanta, gli abitanti della riserva di Pine Ridge tentano di far licenziare l’amministratore. Denunciano la corruzione e la cattiva gestione del capo del Consiglio Tribale eletto, Richard Wilson. Accusato, specialmente, di favorire gli Indiani meticci “assimilati alla cultura americana”, a scapito di quelli che seguono ancora le tradizioni. Conflitti scoppiano sull’utilizzo della terra. Si rimprovera, in particolare, a Wilson la vendita dei terreni fatta ad alcuni Americani, a prezzi ribassati rispetto a quelli di mercato. Insieme, si denunciano le condizioni miserabili di vita della riserva; una delle più povere degli Stati Uniti. Dopo aver esaurito ogni ricorso legale contro Dick Wilson, gli abitanti della riserva si rivolgono all’AIM e ne chiedono l’aiuto.

Il conflitto fra i poteri tradizionali delle tribù e i Consigli Tribali è un problema che riguardava anche gran parte delle altre riserve indiane. Lo storico Akim Reinhardt descrive l’organizzazione delle riserve a partire dal 1930 come un sistema di colonialismo indiretto. Gestito attraverso i Consigli Tribali stabiliti dall’ATTO DI RIORGANIZZAZIONE INDIANA del 1934.

Wounded Knee è, quindi, per l’AIM un simbolo doppio. Nello stesso tempo, un legame col passato e l’esempio più vistoso delle condizioni presenti di vita di ogni popolo nativo, soggiogato dagli Stati Uniti. Nel corso di un incontro a Calico Hall fra i rappresentanti degli Oglala e l’AIM, questa ultima propone l’occupazione di Wounded Knee. Gladys Bissonette e Ellen Moves Camp, due oglala, nel corso del lungo dibattito, appoggiano la proposta di occupazione. Alla fine, il decano capo Frank Fools Crow sceglie per l’occupazione e la decisione viene così presa.

Il 27 febbraio 1973, un convoglio di 200 Indiani armati attraversa la riserva di Pine Ridge in direzione del villaggio di Wounded Knee e lo occupa. La rivendita di generi alimentari viene immediatamente presa e i pochi Americani presenti sono fatti prigionieri. Il 28 febbraio, l’FBI comunica che il movimento ha preso possesso del villaggio. Gli insorti reclamano un’inchiesta sulla corruzione e un incontro col Senato degli Stati Uniti per discutere delle violazioni ripetute dei trattati indiani; oltre che, naturalmente, la destituzione immediata di Wilson. In risposta alle richieste avanzate, l’FBI mette in atto l’assedio militare del villaggio. Con la presenza di mezzi corazzati dell’esercito. Il 30 febbraio, due sanatori si recano sul posto per incontrare i prigionieri. I Lakota avevano concordato, precedentemente, la loro liberazione in cambio della visita dei senatori. I prigionieri, però, si rifiutano di essere rilasciati e accusano il governo americano di essere responsabile della loro cattura. I senatori ripartono e il governo respinge le richieste degli occupanti.

La presenza massiccia dei media internazionali e il carattere simbolico che ha Wounded Knee per l’immaginario americano, rendono impossibile l’assalto al villaggio. Comincia, pertanto, l’assedio vero e proprio; caratterizzato da scaramucce notturne. Le immagini di questi nativi americani che resistono contro i coloni risuonano nei cuori di tanti altri giovani indiani e non. Numerosi convergono nei dintorni della riserva. L’ottavo giorno dell’occupazione, alle sei del mattino, l’FBI pone un ultimatum: se gli occupanti non lasceranno il villaggio entro due giorni, si darà l’ordine d’assalto generalizzato. I militanti dell’AIM e i Sioux presenti si rifiutano di accettarlo e si preparano a morire combattendo. Il secondo giorno, alla scadenza dell’ultimatum, il governo fa, però, marcia indietro e decide di levare l’assedio per evitare un secondo massacro. Questa volta sotto gli occhi delle televisioni. Spera che l’assenza del confronto armato sgonfi, mediaticamente, l’avvenimento e, conseguentemente, il movimento di resistenza.

L’11 marzo 1973, dopo che numerose persone avevano preso la direzione di Wounded Knee  portando con loro viveri in grande quantità, i rappresentanti del movimento dichiarano l’indipendenza dagli Stati Uniti del territorio occupato. E’ l’inizio della Comune di Wounded Knee. Il villaggio diviene la nazione indipendente Oglala che resterà in vita sino alla sua resa, l’8 maggio 1973. Quel giorno, le autorità entreranno in una città vuota, senza alcuna traccia degli occupanti.

(traduzione di Claudio Taccioli da “Almanach de Myrelingues”)